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221212458 01f16189 7777 4d91 996f a6ff5021556a - Banca Carige, si inceppa la trattativa tra il Fondo interbancario e la Cassa trentina. L'amministratore delegato Guido: “Conta il presente”

Sembra incepparsi la trattativa fra i primi due azionisti di Carige, Fitd-Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi e Ccb-Cassa Centrale Banca, per il cambio di proprietà dell’istituto. Secondo gli accordi sottoscritti al momento dell’ingresso nel capitale, con Fitd all’80% e Ccb all’8,3, l’attuale secondo azionista ha un’opzione riservata esercitabile fino alla fine del 2021 per rilevare le quote del primo, diventando così il nuovo proprietario di Carige.

Ma rispetto a quegli accordi, firmati all’inizio del 2020, il mondo è davvero cambiato con l’arrivo della pandemia che ha stravolto ogni cosa e che imporrebbe secondo Ccb anche una revisione degli accordi per l’acquisto delle azioni di Carige in mano a Fitd. La cifra all’epoca stimata in circa 300 milioni di euro, necessaria per rilevare l’80% del capitale a un prezzo che già beneficia di un forte sconto, secondo Ccb andrebbe rivista. Anzi, andrebbe proprio cancellata. Nel senso che per diventare il nuovo proprietario, Ccb chiederebbe di applicare una sorta di “modello Venete”, quello che consentì a Intesa di rilevare la proprietà degli istituti veneti travolti dal crac per 1 euro.

Chiaro che a queste condizioni la trattativa sarebbe praticamente impossibile. Fitd e Ccb sarebbero quindi prossimi a dirsi addio. Ma stanno esattamente così le cose oppure qualcuno sta cercando di condizionare la trattativa per ridurre o dilatare i tempi delle decisioni oppure per cambiare i termini economici dell’operazione? Per scoprirlo non si dovrà aspettare molto. Già lunedì, infatti, il consiglio di Ccb dovrebbe esaminare il dossier Carige e pronunciarsi sul futuro della vicenda. Chiaro che simili voci stanno creando attorno alla banca una forte preoccupazione che ha spinto l’ad Francesco Guido a scrivere ieri una lettera ai dipendenti. Guido non entra nella trattativa fra azionisti, anche se in un paio di passaggi sottolinea alcuni elementi importanti, ma invita tutti a restare concentrati sul presente.

La banca, infatti, ha appena archiviato un esercizio 2020 chiuso con una perdita di 251 milioni, molto al di sopra delle previsioni del piano del 2019 scritto dai commissari che stimava un rosso di 85 milioni. In realtà a dilatare la perdita fino a 251 milioni sono extracosti (rettifiche sui crediti, accantonamenti e imposte attive differite), mentre la gestione ordinaria è in linea con quanto previsto e questo nonostante la pandemia. Non solo. Guido affianca alla lettera i numeri dell’esercizio, sottolineando la crescita dei ricavi e la contrazione dei costi, oltre al miglioramento degli indicatori-chiave, l’npe (la percentuale di crediti deteriorati sul totale dei crediti) e il Cet1 (che misura la solidità della banca).

E il futuro? Con Ccb o senza Ccb? “L’aumento di capitale di Carige del 2019 prevede anche un’opzione a favore di un socio di minoranza, CCb, per rilevare la quota di maggioranza detenuta da Fitd” scrive Guido ai dipendenti. Il manager non entra nel merito di scelte “che appartengono esclusivamente ai soci”. “Il nostro compito – aggiunge – è invece diverso e riguarda la necessità che Carige prosegua nel suo lavoro di recupero delle quote di mercato e della redditività”. Guido sottolinea poi “due considerazioni oggettive e incontrovertibili: primo, l’attuale azionista di maggioranza, rappresentativo dello stesso sistema bancario italiano, è il più solido immaginabile; secondo, pur tenendo conto che la quota di maggioranza non potrà essere detenuta indefinitamente per ragioni statutarie, non esiste una scadenza per il suo mantenimento ed è in ogni caso già stato stabilito dai Regolatori che debba essere ceduta ad un altro soggetto bancario, ciò sempre all’insegna della continuità e del potenziamento della Rete di Carige”.

Come a dire, se non si chiude entro fine anno con Ccb, Fitd può andare avanti e aprire altri negoziati per la cessione, puntando sempre su un soggetto bancario. Questo per quanto attiene agli scenari. Le certezze, per il manager sono “i risultati del lavoro svolto in questo primo anno di ritorno all’amministrazione ordinaria, risultati di eccellenza assoluta di cui tutti dobbiamo essere orgogliosi. Credo che sia importante rammentare che il futuro non si costruirà proiettandosi a domani, ma ricordando che i risultati che riusciremo a raggiungere saranno il frutto di ciò che facciamo oggi. Per questo motivo è fondamentale per noi proseguire nel nostro paziente e possente lavoro giornaliero di ricostruzione – pur fra le molte difficoltà – continuando a stupire chi non è capace di comprendere la realtà del presente. Il nostro domani è oggi”.

Fonte: Repubblica

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