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“Sono da sempre un grande cultore del disegno, so quanto sia importante come strumento di comunicazione per le denunce sociali, per questo invito Zerocalcare non solo a venire a Biella ma a prendere la residenza e a farsi testimonial. C’è forse un buco in una certa generazione, i giovani sentono di non potersi esprimere ma la città sta cambiando, non è vero che si muore dentro. Questa potrebbe essere un’opportunità”. 

Il sindaco di Biella, Claudio Corradino, commenta così la motivazione data da Michele Rech, alias Zerocalcare, sulla scelta di ambientare anche a Biella la serie “Strappare lungo i bordi”, spiegando che aveva sentito amici biellesi “che ne parlavano come la città in cui ‘si muore dentro’, ma erano chiacchiere da bar”.

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Claudio Corradino, sindaco di Biella 

“Sappiamo bene – prosegue Corradino – che Zerocalcare non voleva dare un imprinting negativo, ma noi siamo sensibili: quindi vogliamo dimostrare a lui e ad altri che non è così, anzi Biella è una realtà in crescita e in forte miglioramento. Non è solo un posto comodo per imboccare la Torino-Milano ma un luogo in cui mettere radici e costruirsi un futuro”. A fine 2019 Biella è anche entrata nel network Unesco delle Città creative.

Il sindaco difende la sua città dopo aver trascorso la serata di ieri a inaugurare un locale gestito “da giovani per giovani, importante perché in questo momento c’è una certa fascia di età che trova difficoltà a esprimere la propria potenzialità, non ci sono discoteche e spesso ci sono polemiche dei residenti, ma è una situazione simile a diverse province italiane”.

Zerocalcare porta alla Festa di Roma la serie Netflix: “La fragilità è uguale a Roma come in Giappone”.

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Inoltre, da città benestante, Biella ha patito particolarmente le conseguenze delle crisi, aggiunge Corradino: “Per dirla una volta per tutte: Biella non è deprimente, sta cambiando molto ed è anche meno orsa, il nostro simbolo, rispetto a prima. Ci stiamo aprendo al mondo e siamo in crescita, non meritiamo questo titolo”. dalla fotografia del territorio che ha restituito dei dati difficili da accettare, come il tasso sui suicidi per cui il Biellese fino al 2019 deteneva il record negativo (al momento non ci sono dati aggiornati nel periodo covid) in Piemonte. 

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Un grosso lavoro di raccolta dati è stato fatto dal gruppo di lavoro messo su dal responsabile del servizio di psichiatria dell’Asl di Biella, Roberto Merli che sta monitorando il fenomeno da 30 anni. “La media di tassi di suicidi nel Biellese è superiore alla media Piemontese, e più o meno stabilmente da diversi decenni, diminuendo negli anni come negli altri paesi, resta il doppio della media italiana parlando prima del covid”, spiega il dottor Merli. Si parlerebbe di circa 12 tragedie per 100mila abitanti all’anno “numeri nelle prime 15 province italiane, in linea con i tassi nell’arco alpino che risultano più elevati rispetto ad altri, come fasce d’età maggior incidenza di uomini anziani”. 

Zerocalcare, i social impazziscono per la serie tv

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Un fenomeno che l’Asl ha affrontato e sta affrontando con diversi strumenti: “Il gruppo di lavoro costruito ha il compito di occuparsi in modo specifico dei tentativi di suicidio e dei sopravvissuti”, precisa Merli. Ai Sopravvissuti, quindi a familiari e persone vicine a chi ha commesso il gesto estremo, oggi è dedicata la giornata internazionale. Il gruppo è operativo dal 2008, un “Centro di crisi”, per formare figure pronte a intervenire in caso di crisi suicidarie e prevenire, intercettando anche casi da realtà territoriali, come gli ospedali. Come Centro di Crisi all’interno dell’Asl hanno anche affrontato con le istituzioni del territorio pratiche operative come barriere e cartelloni nei luoghi, come ponti, spesso usati “di cui non bisogna fare il nome per evitare di pubblicizzarli”, ma anche soluzioni comunicative come incontri con i centri a cui ci si può rivolgere, aprendone nuovi come il centro di psico-traumatologia aperto a Cossato.

“Lo scorso anno quando scoppiò la pandemia temendo le conseguenze socio-economiche nel biellese facemmo partire un progetto con gruppi di medici di famiglia, i tre consorzi dei servizi sociali e i comuni, oltre alla Caritas, ora abbiamo anche aumentato il personale pronto ad essere addestrato”. Importante per il comune coinvolgere le giovani generazioni, come si sta facendo negli anni, “serve un percorso culturale sociale diverso, anche nelle scuole”, conclude il sindaco Corradino, “è importante il progresso culturale su cui stiamo investendo”.

Fonte: Repubblica

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