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Terminare la vaccinazione degli over 80, delle categorie dei docenti e delle varie forze dell’ordine, poi proseguire con i pazienti estremamente fragili – a cui va somministrato il vaccino Rmna all’interno dei centri ospedalieri – e poi andare avanti per fasce di età decrescenti. Lo prevede la bozza del nuovo Piano vaccini, secondo quanto riferito da una fonte che ha collaborato al dossier.

Le persone fragili dovranno recarsi nei centri ospedalieri per le somministrazioni mentre – nella fase della vaccinazione di massa – per la popolazione che non presenta particolari fragilità, sarà centrale il ruolo dei medici di base.  Le vaccinazioni potrebbero avvenire anche negli stessi studi.

Per la vaccinazione di massa sono previste le somministrazioni del vaccino nelle stesse strutture degli ambienti di lavoro. Saranno le aziende, eventualmente, a poterne fare richiesta.

Da domani dunque via alle vaccinazioni dei cittadini nella fascia d’età tra i 70 e gli 80 anni. Alcune regioni, come il Lazio, hanno già cominciato. Dalle 14 la piattaforma nazionale gestita da Poste italiane (prenotazioni.vaccinicovid.gov.it)  ha aperto le prenotazioni per la Sicilia e i primi appuntamenti sono già disponibili per domani, nei prossimi giorni – non appena le Regioni daranno il via a seconda della disponibilità di dosi – lo sarà anche per quelle (al momento appena 6, Lombardia, Sicilia, Marche, Abruzzo, Calabria e Basilicata) che hanno scelto di aderire alla piattaforma gratuita nazionale su cui la struttura commissariale guidata dal generale Figliuolo intende spingere per evitare che le regioni procedano con passi diversi e che le operazioni di somministrazione, nonostante la disponibilità dei vaccini, procedano più lentamente per la farraginosità delle procedure o per gli intoppi nelle piattaforme regionali come avvenuto oggi in Toscana che pure ha aperto le prenotazioni per la fascia d’età 75-80.

Le nuove priorità

In attesa della presentazione ufficiale del nuovo piano vaccini, attesa per venerdì, la campagna prova ad allungare subito il passo mettendo in pratica le indicazioni, al momento verbali, arrivate dal ministero della salute. E dunque procedere per età e non più per categorie con unica priorità alle persone più vulnerabili e con patologie.  

Si parte subito con i disabili. “Verranno aggiornate le raccomandazioni che stabiliscono le priorità nell’accesso ai vaccini, e saranno esplicitate, tra le categorie con accesso prioritario, quelle delle persone con disabilità grave riconosciute ai sensi dell’art. 3 comma 3 della Legge 104”, annuncia in una nota il ministro per le disabilità, Erika Stefani. “Oggi arriviamo al primo esito di questo percorso, partito con l’ascolto delle Associazioni maggiormente rappresentative del mondo della disabilità. Ringrazio il ministro Speranza che ha manifestato la disponibilità ad aggiornare le raccomandazioni. Un primo obiettivo frutto del lavoro di squadra che dimostra come la collaborazione porti risultati concreti”, dichiara Stefani.

 

Report sulle reazioni avverse

A due mesi dall’inizio delle vaccinazioni, Aifa ha intanto pubblicato un nuovo report sulle reazioni avverse riscontrate. Sono state valutate 30.015 segnalazioni su un totale di 4.118.277 dosi somministrate per tutti i vaccini. Un tasso più elevato di quello che abitualmente si osserva per altre vaccinazioni, per esempio quella antinfluenzale, ma coerente con i risultati degli studi clinici.” Il 93,6% delle segnalazioni è riferito a eventi non gravi e risulta in linea con le informazioni già presenti nel riassunto delle caratteristiche del prodotto dei vaccini – si legge nel rapporto di farmacovigilanza – Le segnalazioni riguardano soprattutto il vaccino Pfizer (96%), che è stato il più utilizzato e solo in minor misura il vaccino Moderna (1%) e il vaccino Astrazeneca (3%). Per tutti e tre i vaccini gli eventi avversi più segnalati sono febbre, cefalea, dolori muscolari/articolari, dolore in sede di iniezione, brividi e nausea (il 93% delle segnalazioni). La frequenza cumulativa di segnalazioni non è differente tra prima e seconda dose per Pfizer e Moderna. Gli eventi segnalati sono insorti prevalentemente lo stesso giorno della vaccinazione o il giorno successivo (87% dei casi). Le segnalazioni gravi, per le quali è in corso la valutazione del nesso causale con le vaccinazioni, corrispondono al 6,1% del totale”.

Mezzo milione di dosi in più per l’Italia

Nella corsa ad avere più dosi disponibili di vaccino per accelerare la somministrazione, arrivano oggi due importanti annunci, in particolare su oltre mezzo milione di dosi in più in Italia. La presidente della commissione europea Ursula von der Leyen ha fatto sapere che una ulteriore fornitura consistente del vaccino BioNTech-Pfizer arriverà entro fine marzo. “Sono lieta di annunciare oggi un accordo con BioNTech-Pfizer, che offrirà agli Stati membri di mettere a disposizione un totale di 4 milioni di dosi di vaccini entro la fine di marzo, dosi che verranno fornite in aggiunta alle consegne già previste – ha sottolineato Von der Leyen  – per affrontare le varianti aggressive del virus e per migliorare la situazione nei punti critici”. La presidente ha inoltre ribadito che “è necessaria un’azione rapida e decisa” e che “ciò aiuterà gli Stati membri nei loro sforzi per tenere sotto controllo la diffusione di nuove varianti”.

Una fonte di palazzo Chigi ha poi specificato che in virtù di questa nuova disponibilità europea l’Italia potrà disporre di oltre mezzo milione di dosi in più.  Per l’Italia ciò equivale ad una quota aggiuntiva di 532mila dosi che saranno consegnate nelle ultime due settimane di marzo e che aiuteranno ad affrontare l’emergere di nuovi contagi e varianti”.
 

In Italia, invece, l’Agenzia del farmaco ha espresso un parere sulle modalità di utilizzo dei flaconi di vaccino e su quante dosi si possono ricavare da ciascuno, un tema di cui si era discusso fin dall’inizio della campagna vaccinale

L’Aifa ribadisce infatti che nel somministrare i vaccini anti Covid occorre “cercare di ricavare il maggior numero possibile di dosi da ciascun flaconcino di vaccino, fatta salva la garanzia di iniettare a ciascun soggetto la dose corretta e la disponibilità di siringhe adeguate”. “Resta inteso – prosegue l’Aifa – che eventuali residui provenienti da flaconcini diversi non potranno essere mescolati”.

“Bisogna scongiurare il rischio che la criminalità organizzata allunghi le mani sulla catena di distribuzione dei vaccini” anti Covid, ha affermato la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese intervenendo alla cerimoia di insediamento del nuovo capo della Polizia Lamberto Giannini. “Qualsiasi forma di intromissione a fini speculativi – ha spiegato – sarebbe inaccettabile sotto il profilo morale ancora prima che per i suoi aspetti criminali. Vigileremo con la massima attenzione perché ciò non accada”.
 

Fonte: Repubblica

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