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194105889 43a5cd1b b0a8 4928 8034 1641f595a1d0 - Cina, Worker Lives Matter: ecco il manifesto dei lavoratori sfruttati dai colossi tech

PECHINO – Lavoratori – anzi, super lavoratori – di tutta la Cina, unitevi. E compilate, per cortesia, questo foglio Excel. Contro gli orari disumani, e illegali, ma diventati ormai la regola nelle grandi aziende tech, ci hanno pensato quattro ragazzi, neolaureati, a far tornare d’attualità il dibattito sulla famigerata cultura del 996: i turni, cioè, dalle 9 del mattino alle 9 di sera per 6 giorni alla settimana. Con un post sulla piattaforma per informatici GitHub, questa nuova Banda dei quattro – decisamente meno pericolosa dell’originale – ha lanciato la campagna, dal titolo in cinese e in inglese, “Worker Lives Matter”: le vite dei lavoratori contano. Un sondaggio, realizzato tramite un foglio di calcolo condiviso online, a cui hanno risposto migliaia di impiegati di varie aziende. Diventando in breve tempo una sorta di nuovo manifesto contro lo sfruttamento. 

La regola del 9-9-6 o del 10-9-5?

Quello che viene fuori è la fotografia di come le industrie tecnologiche del Dragone – i vari colossi Tencent, Alibaba, ByteDance e Meituan – trattino i loro dipendenti. Per molti i turni di lavoro vanno dalle 10 del mattino alle 9 di sera per 5 giorni alla settimana (10-9-5 sembra essere diventato il nuovo 996), ma gli straordinari sono praticamente routine quotidiana e si finisce quindi per stare chiusi in ufficio 6 giorni alla settimana. A Pinduoduo, la più grande agri-tech del Paese (dove a gennaio un impiegato si è suicidato per il troppo lavoro), lo staff dice di lavorare 12 ore al giorno 6 giorni alla settimana. I quattro, stagisti proprio in aziende tech, hanno raccontato di aver voluto creare questo documento per raccogliere informazioni sulle condizioni di lavoro, pensato soprattutto per chi intende entrare – come loro – in compagnie del genere e raccontare “la situazione attuale in cui gli straordinari sono molto diffusi e non regolamentati”.  

Una cultura alienante

Nonostante varie campagne e nonostante la legge dica che le ore settimanali di lavoro devono essere 44 – con la Corte Suprema del popolo che quest’estate ha ribadito che sono “non validi” i contratti che impongono il tristemente noto 996 – la regola sembra essere ancora questa. “Questa cultura alienerà le persone in macchine da lavoro. L’unico destino di queste batterie di carne umana è rimanere senza elettricità ed essere gettate poi nella spazzatura. Continueremo questo progetto fino a che la settimana lavorativa di 5 giorni (dalle 9 alle 17) diventerà la regola. O perlomeno che dicano chiaramente che il 996 è legale”. 

L’altra grande campagna, lanciata due anni fa, non ebbe i risultati sperati. Si chiamava 996.icu. Una sigla che stava per Intensive Care Unit: il reparto di terapia intensiva. Cioè dove temono di finire se continuano a lavorare a ritmi del genere. “Siamo disposti a contribuire, anche se è inutile”, continuano i quattro. “Facciamo quello che possiamo, diciamo quello che possiamo dire, facciamo un po’ di calore e luce, come una lucciola. Non dobbiamo aspettare che arrivi una torcia enorme. Se non arriva nessuna torcia, saremo l’unica luce”.
 

Fonte: Repubblica

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