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Dopo sei settimane consecutive in discesa, i nuovi casi di infezione da coronavirus in Italia tornano a salire. Nella settimana tra il 30 dicembre 2020 e ieri le Regioni hanno trovato 114.144 positivi. Un bel salto in avanti rispetto ai 90.752 dei sette giorni precedenti, quando si è toccato il minimo dai primi di novembre. Si tratta infatti di un aumento del 25,8%. Siamo ben lontani dall’incidenza considerata rassicurante dagli esperti, cioè inferiore ai 50 casi per centomila alla settimana, in base alla quale i nuovi positivi in assoluto dovrebbe essere 30mila.

Con i dati della prossima settimana si capirà se siamo all’inizio di una nuova tendenza al rialzo o se le misure di Natale hanno avuto effetto nell’abbassare la curva.

Le Regioni. Solo la Val D’Aosta cala, Sicilia a +59%

Tutte le Regioni (a parte la Val d’Aosta) vedono un aumento dei casi, e si conferma per l’ennesima volta come la pandemia si comporti in tutto il Paese più o meno allo stesso modo. In Veneto, la realtà più in difficoltà in fatto di incidenza, i numeri sono più o meno stabili (i casi sono passati da 23.501 a 24.008). È rimasta sempre gialla anche il Lazio, che è passata da 8.440 a 11.022 casi (+31,3%). Tra gli incrementi più accentuati ci sono quelli dell’Abruzzo (da 964 a 1.708, +77,5%), della Sicilia (da 5.169 a 8.253 casi, +59%), della Liguria (da 1.612 a 2.331, +44.6%), dell’Emilia-Romagna (da 9.631 a 13.131 casi, +36,3%), delle Marche (da 2.542 a 3.451, +35,8%), della Puglia da 5.570 a 7.532 casi (+35%), del Friuli (da 2.975 a 3.923, +32%). Praticamente le Regioni che sono tornate gialla prima vedono adesso una crescita più forte. Chi invece è rimasto più a lungo in rosso ha incrementi più contenuti. La Lombardia è passata da 10.925 a 13.900 casi (+27,2%), la Toscana da 2.692 a 3.184 casi (+18.5%), il Piemonte da 4.905 a 6.200 casi (+27%).

Nuove misure anti-Covid, ecco cosa sarà vietato fare da 7 al 15 gennaio

749365 thumb rep nuove misure anticovid dal 7 al  - Coronavirus, i dati. Dopo sei settimane di discesa i nuovi positivi tornano a crescere: +25,8%

Lieve ripresa dei tamponi, i positivi sono il 12,74%

Il numero di tamponi è in leggera ripresa (sono stati 895.820 contro 868.839) ma resta lontanissimo dalle settimane record, quando è stato superato per quattro volte di seguito il milione e 400 mila test. Dietro questi numeri c’è la crescita dei tamponi antigenici rapidi, che non vengono conteggiati dalla Protezione civile, almeno quando non sarà pronta la circolare dedicata a questi esami dal ministero alla Salute. Comunque si osserva una diminuzione del testing che si accompagna a un aumento della percentuale di positivi rispetto ai tamponi. La settimana conclusa ieri è stata del 12,74% contro il 10,45% della precedente. Prima ancora il dato era stato del 12,28, del 10,31 e del 10,85%.

Crescono di nuovo ricoveri in terapia intensiva e i decessi

Anche nei ricoveri in terapia intensiva e nei decessi si osserva una ripresa, molto ridotta e quindi meno accentuata rispetto a quella delle infezioni. Le curve dell’occupazione dei reparti e dei decessi seguono, come noto, a qualche giorno di distanza quella dei nuovi casi. Le persone ospitate in tutti reparti Covid, anche quelli ordinari, sono un po’ meno della settimana precedente, anche se si osserva un rallentamento della riduzione. Ieri in Italia erano occupati da pazienti colpiti dal coronavirus 25.964 posti letto, contro i 26.211 della settimana precedente, cioè 247 in meno (-0,94%). Il 15 dicembre erano 27.635 (cioè 1.424 in più), l’8 dicembre 30.345 (2.710 in più), l’1 dicembre 33.426 (3.081 in più).

In base ai dati elaborati da Giorgio Presicce, analista della Regione Toscana, partendo dai numeri della Protezione civile, nelle terapie intensive, come detto, si vede già l’inversione di tendenza. Ieri erano ricoverate 2.569 persone, cioè 20 in più delle 2.549 del 29 dicembre (+0,78%). Il 22 erano 2.687 e il martedì ancora precedente, il 15, 3.003. Il record è stato toccato il 24 novembre con 3.816 persone ricoverate.

Ieri i decessi per Covid sono saliti a 76.239, il 29 dicembre erano 73.029. I morti sono stati quindi 3.210 in più (con un incremento del 4,3%). La settimana prima, erano stati 3.187 (l’assoluto raggiunto era di 69.842 decessi), e prima ancora 3.985 (assoluto di 65.857) e 4.617 (assoluto 61.240). Anche nei decessi dunque si vede una ripresa.

Fonte: Repubblica

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