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NEW YORK – Trasferirsi da Milano all’isola di Maui, Hawaii, dopo tre giorni di viaggio, undici fusi orari, una pandemia globale, per scoprire che dall’altra parte del mondo le cose vanno in modo più semplice: gli insegnanti sono tra i primi a vaccinarsi, perché considerati “lavoratori essenziali”. Per avere il vaccino basta andare sul computer, entrare nel sito, scegliere la “slot” con giorno e ora, poi ti presenti in una clinica, dove hanno allestito nella hall il centro vaccinale, saluti l’infermiera e, dopo pochi minuti, è fatta. 

Domenica mattina alle 10,15, ora di Wailuku, una delle due città principali di Maui, Filippo Lippi, 47 anni, romano, insegnante in una scuola americana privata, ha forse realizzato davvero dove è finito. “E’ una situazione curiosa – racconta – qui le cose funzionano in modo chiaro. I docenti sono considerati ‘essential workers’ e vengono vaccinati subito per consentire alla scuola di andare avanti”. Lippi e la moglie, Laura Gerken, americana, hanno preso la prima dose di Pfizer, ricevuto una sorta di “patentino sanitario” e fissato l’appuntamento per il richiamo, il 31 gennaio. “I vaccini sono interamente coperti dal governo americano”, aggiunge.

In Italia la situazione è completamente diversa. “Ho parlato con il direttore della scuola americana di Milano dove lavoravamo – racconta – e ci hanno detto che non sanno niente, non hanno sentito nessuno, la Asl non ha mai chiamato, non sono stati indicati tempi”. Stessa incertezza a Roma dove Lippi ha madre, sorella e amici. Gli insegnanti vivono nel limbo, le lezioni sono in remoto.

205508089 11ed89b0 01a6 497c be4e 65115fa941aa - Coronavirus, la ricetta delle Hawaii: "Il vaccino prima agli insegnanti"
Filippo Lippi con la moglie Laura Gerken e il figlio Leonardo 

Non è così alle Hawaii, 1,4 milioni di abitanti, 24 mila contagi e più di 300 morti, non a Maui, non alla Seabury Hall School di Makawao, che comprende scuola media e liceo, con la facciata bianca che si affaccia sull’immenso prato verde dove il 30 luglio del ’70 Jimi Hendrix tenne l’ultimo concerto, diventato un disco cult, “Live in Maui”. Rock e cieli infiniti, clima da primavera inoltrata e vento perenne. Lippi e la moglie, assieme al loro bambino, il piccolo Leonardo, due anni e mezzo, hanno lasciato l’Italia a maggio 2020 per trasferirsi in quest’isola sdraiata in mezzo al Pacifico. Lei insegna inglese. Lui, che nella sua prima vita romana lavorava nella comunicazione e produceva video e documentari per pubblica amministrazione e centri museali, insegna tenica di produzione video. Tre giorni tra aerei e hotel. Poi Maui. 

Quella di Lippi e della sua famiglia non è la classica testimonianza di chi ha lasciato il Paese e fa raffronti spietati, ma la storia del vaccino agli insegnanti, in un momento in cui l’Italia è in mezzo alla confusione se riportare gli studenti in classe oppure no, è un contrasto evidente. “Quando ci siamo presentati per il vaccino – aggiunge – non ci hanno neanche chiesto i documenti per provare che fossimo insegnanti. E’ bastata la prenotazione”. Con il primo caso di contagio, la scuola ha deciso di mettere tutti in remoto, ma giusto una settimana. “Da lunedì – conclude Lippi – torniamo tutti in classe”.

Fonte: Repubblica

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