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LONDRA – Niente Green Pass nelle discoteche, ai concerti e nei luoghi affollati in Inghilterra. Il governo di Boris Johnson ha reso noto che il piano per introdurre una sorta di “passaporto vaccinale” analogo a quello in vigore in Italia e nell’Unione Europea per l’accesso a molti locali pubblici e privati, inizialmente previsto per la fine di settembre anche in questo Paese, è stato perlomeno temporaneamente cancellato.

Le autorità britanniche non lo giudicano necessario, nonostante l’alto numero di contagi, con quasi 30 mila nuovi casi e 56 morti nelle ultime 24 ore. Il governo avverte che il Green Pass potrà essere obbligatorio anche qui in autunno o in inverno, se la situazione del Covid dovesse ulteriormente peggiorare. “Ma al momento”, afferma il ministro della Sanità Sajid Javid. “abbiamo studiato l’evoluzione del coronavirus e stimato che non sarebbe utile. Mi fa piacere annunciare che non lo faremo tanto per farlo, non lo faremo solo perché altri paesi lo fanno”.

C’è chi pensa che il governo voglia privilegiare l’attività economica a scapito della salute: esistevano pressioni da parte del settore dell’intrattenimento a non imporre un passaporto vaccinale per l’ingresso nei locali notturni. In generale Downing Street è sempre stata restia ad applicare regole severe, preferendo lasciare alla responsabilità individuale di decidere come meglio cautelarsi, a eccezione dei due lunghi periodi di lockdown nazionale che hanno accompagnato la pandemia.

Il Regno Unito vanta dalla sua una delle più alte percentuali di vaccinati: più dell’80 per cento della popolazione adulta, vale a dire dai 18 anni in su, ha già ricevuto due dosi contro il Covid. Ciononostante il premier conservatore intende lanciare nei prossimi giorni una serie di misure per affrontare una possibile e anzi prevista terza ondata del virus nei mesi autunnali, facilitata dalla riapertura delle scuole e dal ritorno alla quasi piena normalità: tra queste sono probabili la vaccinazione per i ragazzi tra 12 e 18 anni, e un richiamo ovvero una terza dose per le categorie più a rischio. 

Secondo le indiscrezioni Johnson deciderà inoltre di togliere l’obbligo di fare un tampone per il Covid il secondo giorno del rientro dall’Europa per chi ha già ricevuto due dosi di vaccino: una facilitazione che riduce una spesa di almeno 40 sterline a test per i turisti e per i molti europei che risiedono in Gran Bretagna dopo la Brexit, inclusi mezzo milione di italiani. La nuova procedura dovrebbe essere valida dal mese di ottobre, in coincidenza con una vacanza scolastica usata da molte famiglie per andare all’estero.

Fonte: Repubblica

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