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022437947 cf44500b b3c9 4c07 9eba 86c57d6df7f8 - Coronavirus nel mondo: i decessi superano quota 2,6 milioni. Brasile, quasi duemila morti in un giorno: è record

I decessi provocati dal coronavirus a livello globale hanno superato la soglia dei 2,6 milioni: è quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University. Secondo l’università americana dall’inizio della pandemia nel mondo sono morte 2.608.231 persone a causa del Covid-19. Il bilancio complessivo dei casi di contagio ha raggiunto quota 117.424.768.

Allarme del premier palestinese, gli ospedali sono pieni

Gli ospedali palestinesi sono strapieni e le unità di terapia intensiva operano al 100% della loro capacità in alcune zone della Cisgiordania: è l’allarme lanciato dal premier palestinese, Mohammad Shtayyeh, di fronte ai gravi effetti dell’epidemia di coronavirus nei Territori occupati. “La percentuale di occupazione degli ospedali in alcune aree ha raggiunto oltre il 100%. Il numero dei pazienti sta aumentando quotidianamente, come quello dei morti, costringendoci a prendere misure rigorose, dirette e senza precedenti”, ha spiegato il leader palestinese da Ramallah.

                                                             

Brasile, altri 1.972 morti, è record da inizio crisi

Record di morti per coronavirus in Brasile: nelle ultime 24 ore sono stati registrati 1.972 decessi, il numero più alto dall’inizio dell’epidemia. In tutto sono quasi 270 mila i morti nel Paese latinoamericano, secondo al mondo dopo gli Usa.

Cina, 5 nuovi positivi “tutti importati”

a Commissione sanitaria nazionale cinese ha comunicato 5 nuovi casi di Covid, affermando che sono tutti importati dall’estero. Due contagiati sono stati individuati nell’area metropolitana di Shanghai e gli altri tre nelle province di Henan, Canton e  Shaanxi. L’ultimo contagio locale comunicato dalle autorità cinesi risale allo scorso 15 febbraio.

Giappone, quasi il 5% dei casi attribuito a varianti

Quasi 400 casi di coronavirus in Giappone, equivalenti al 4,5% dei contagi da febbraio nel Paese, sono attribuibili alle nuove varianti della malattia, provenienti da Gran Bretagna, Sud Africa e Brasile. Lo stabilisce una ricerca dell’Istituto nazionale di malattie infettive, spiegando che, malgrado la continua evoluzione dell’agente patogeno, un grado di affinità a quei ceppi può causare rischi di nuove infezioni e ridurre l’efficacia stessa dei vaccini attuali. “Non crediamo che i contagi causati dalle nuove varianti diventeranno più diffusi in Giappone, ma continueremo a studiare dei metodi efficaci per prevenirne la diffusione”, ha detto il direttore dell’istituto Tomoya Saito. Molte di queste mutazioni del virus provengono dall’estero, ha proseguito Saito, ma non si conoscono ancora i dettagli su come si siano evolute. Tra le varianti allo studio l’istituto dice di concentrare la propria ricerca su quella inglese, considerata la più contagiosa.

Fonte: Repubblica

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