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082452777 27870e39 c816 4055 9167 3d2902957ce5 - Coronavirus nel mondo: il dramma dell'India, quasi un milione di casi in 3 giorni

La pandemia di coronavirus ha provocato 3.073.969 morti nel mondo secondo i dati ufficiali raccolto da Afp. Negli Stati Uniti le vittime sono 571.109, seguono Brasile (386.416), Messico (214.095), India (186.920) e Regno Unito (127.345).

India, nuovo record: 340mila nuovi casi in 24 ore

Il dramma dell’India, alle prese con l’epidemia del coronavirus, è segnato ancora da nuovi record mentre il governo lotta per fornire ossigeno agli ospedali sopraffatti dalle centinaia di migliaia di nuovi casi: quasi un milione di contagi in tre giorni. I morti nelle ultime 24 ore sono stati 2.624, un nuovo record giornaliero, e oltre 346.786 i nuovi casi, portando il totale dell’India a 16,5 milioni, una cifra seconda solo a quella degli Stati Uniti. Molti esperti prevedono che l’attuale ondata non raggiungerà il picco per almeno altre tre settimane e ritengono che il numero reale di morti e casi sia molto più alto.

Brasile, 2.914 morti e 69 mila contagi in 24 ore

Il Brasile ha registrato 2.914 morti per Covid-19 e 69.105 contagi nelle ultime 24 ore. Lo rende noto il Consiglio nazionale delle segreterie di salute (Conass). Il bilancio totale sale a 386.416 vittime a fronte di 14.237.078 casi accertati dall’inizio della pandemia.

 

Usa sale a quasi 32 milioni di contagi e 571 mila morti

Gli Stati Uniti hanno raggiunto quota 31.986.375 casi confermati di Covid e 571.109 morti. Secondo il calcolo della Johns Hopkins University, il saldo, è di 962 morti in più rispetto a giovedì e 71.095 nuove infezioni. La California è ora lo stato più colpito dalla pandemia con 61.374 morti, seguita da New York (51.850), Texas (49.877), Florida (34.759), Pennsylvania (25.927), New Jersey (25.328) e Illinois (24.083).  Altri stati con un gran numero di morti sono la Georgia (19.917), l’Ohio (19.122), il Michigan (18.283), il Massachusetts (17.528) e l’Arizona (17.238).

Usa, studio Mit: distanza in luoghi chiusi conta poco

La distanza di sicurezza e l’uso della mascherina possono non bastare se si è sottoposti a una lunga esposizione in un locale al chiuso. E’ la conclusione a cui sono giunti due ricercatori del Mit, che hanno condotto uno studio in cui hanno analizzato le probabilità di contagio in base a una serie di parametri: grandezza dello spazio, numero di persone e tempo di permanenza. Secondo Martin Bazant, docente di ingegneria chimica, e John Bush, professore di matematica applicata, le gocce di una persona positiva restano nell’aria per ore, anche in presenza di un condizionatore d’aria. Questo, spiegano, non significa che il contagio sia certo, ma dalla ricerca è emerso, per esempio, che l’86 per cento di persone anziane, riunite a un evento al chiuso, sono risultate positive dopo essere state due ore insieme, pur osservando il distanziamento sociale.

America Latina, piccole imprese più colpite da crisi  

Le piccole e medie imprese (PMI) dell’America Latina e dei Caraibi (LAC), ma soprattutto quelle con minor personale, hanno sofferto più di tutte la crisi causata dal covid-19. Per questo motivo, il Programma di Sviluppo delle Nazioni Unite (UNDP), esorta i governi ad investire nel settore. “Le imprese – si legge in un rapporto del direttore  regionale dell’UNDP Luis Felipe Lopez-Calva – sono state colpite negativamente dalla pandemia, e in tutti i Paesi. Tuttavia, le PMI – e in particolare le piccole imprese – hanno sperimentato maggiori cali nelle vendite, ed hanno fatto registrato un numero maggiore di chiusure rispetto alle grandi”. Nel rapporto si sottolinea che “spesso, le aziende più grandi possono avere maggiore capacità di superare una crisi come quella di covid-19, grazie magari alla possibilità di accumulare maggiori liquidità. Inoltre, possono ottenere un facile accesso ai finanziamenti o investire in infrastrutture di telelavoro, fornire servizi di consegna a domicilio, diversificare la loro attività in più sedi”.

 

Messico quarto fra peggiori in gestione pandemia

Il Messico è uno dei quattro paesi al mondo cha affrontato l’emergenza Covid nel modo peggiore. Secondo un rapporto del Colegio de Mexico (Comex), l’emergenza sanitaria ha colpito duramente i Comuni più poveri ed emarginati. E, per Jaime Sepulveda, direttore dell’Institute for Global Health Sciences dell’Università della California, San Francisco (UCSF) e coautore dello studio “Mexicòs Response to Covid-19, il Paese ha avuto troppe carenze nella gestione della pandemia e fra queste c’è la mancanza di prevenzione. Per l’esperto,”si sono perse preziose opportunità” per prepararsi all’arrivo del coronavirus.        Inoltre, il paese non avrebbe riconosciuto gli errori fatti e corretto le politiche. Ancora, per il ricercatore, è evidente che le autorità messicane hanno minimizzato l’uso dei test diagnostici, ridicolizzato e minimizzato l’uso delle maschere “cosa che ha avuto effetti devastanti”.

Algeria, morto di Covid l’ex ministro Abderrahman Benjalfa

L’ex ministro algerino delle finanze e inviato speciale dell’Unione africana (UA), Abderrahman Benjalfa, 72 anni, è morto all’ospedale militare di Algeri per infezione da Covid-19. Lo riferisce la tv di Stato. Dottore in scienze della gestione e laureato all’Università di Grenoble (Francia), Benjalfa ha guidato il ministero delle finanze da maggio 2015 a giugno 2016 con Abdelmalek Sellal, ora in carcere per corruzione, ed è stato per anni presidente dell’Abef. Nell’aprile dello scorso anno, il nuovo presidente, Abdelmadjid Tebboun, lo ha nominato inviato speciale dell’Unione Africana (UA) nella lotta alla pandemia. Benjalfa si è unito al team incaricato di mobilitare il sostegno economico e finanziario internazionale per aiutare l’Africa nella prevenzione e cura del covid. Dal presidente della repubblica algerina, sono giunte le condoglianze alla famiglia.

Fonte: Repubblica

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