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Sono più di un milione e 820 mila i morti dall’inizio della pandemia di coronavirus, quasi 84 milioni le persone contagiate secondo gli ultimi bilanci della Johns Hopkins University. Gli Stati Uniti restano il Paese più colpito con più di 350 mila vittime e oltre 20 milioni di contagiati davanti a Brasile e India

 

Londra, il premier: “Decine di milioni di vaccinati in 3 mesi”

“Abbiamo vaccinato un milione di persone, più del resto d’Europa messo insieme”: lo ha detto oggi il premier britannico Boris Johnson ai microfoni del programma tv Andrew Marr Show, secondo quanto riporta la Bbc. Johnson ha sottolineato che da domani circa 530.000 dosi del vaccino Oxford-AstraZeneca saranno disponibili nei centri di vaccinazione e “qualche milione in più” del vaccino Pfizer deve ancora essere somministrato ai pazienti. “Tutti stanno lavorando a pieno ritmo. Posso dirvi che faremo decine di milioni di vaccinazioni nei prossimi tre mesi”, ha promesso.
Il premier ha poi lanciato un appello ai genitori chiedendo loro di mandare i bambini a scuola domani, in quelle zone del Paese in cui il governo ha previsto la riapertura delle elementari. Il rinvio della riapertura deciso per Londra e nel Sud-Estdell’Inghilterra, le zone piu’ colpite dalla nuova variante del virus, è una  misura “eccezionale”, ha spiegato il premier. “Le scuole sono sicure, è molto, molto importante sottolinearlo”.

California, le pompe funebri al collasso

Gli Stati Uniti hanno registrato un nuovo record per il numero di infezioni quotidiane da Covid-19, con 277.346 nuovi casi nelle ultime 24 ore. Già più di 4 milioni le persone vaccinate. Situazione sempre più critica in California, specie nel sud dello Stato dove le imprese di pompe funebri hanno finito i posti e devono dire no alle famiglie in lutto mentre i corpi si accumulano. Il capo dell’associazione statale delle pompe funebri afferma che gli obitori sono pieni. “Sono nel settore funerario da 40 anni e mai nella mia vita ho pensato che questo potesse accadere, che avrei dovuto dire a una famiglia: ‘No, non possiamo prendere il tuo parente'”, ha detto Magda Maldonado, proprietaria della Continental Funeral Home a Los Angeles. Continental effettua una media di circa 30 rimozioni di corpi al giorno, sei volte il suo tasso normale. Per tenere il passo con l’arrivo dei cadaveri, Maldonado ha noleggiato frigoriferi extra di 15 metri per due delle quattro strutture che gestisce a Los Angeles e contee circostanti. Bob Achermann, direttore esecutivo della California Funeral Directors Association, ha affermato che l’intero processo di seppellimento e cremazione dei corpi è rallentato, inclusi l’imbalsamazione dei corpi e l’ottenimento dei certificati di morte. Durante i tempi normali, la cremazione potrebbe avvenire entro uno o due giorni; ora ci vuole almeno una settimana o più. La contea di Los Angeles, l’epicentro della crisi in California, da sola ha superato 10 mila morti per Covid-19. Gli ospedali della zona sono sopraffatti e stanno lottando per tenere il passo con le cure base come l’ossigeno.

Giappone accelera fase preparatoria vaccinazioni

Il governo giapponese accelera la fase preparativa per l’inizio delle vaccinazioni contro il coronavirus, che comunque non saranno disponibili prima di fine febbraio. L’esecutivo darà la priorità a uniformare il processo di valutazione per l’approvazione dei vaccini attualmente disponibili. Il piano successivo riguarderà l’avvio delle somministrazioni del vaccino anti-Covid come rimedio al contenimento del virus, garantendo allo stesso tempo la stabilità del ciclo economico nel Paese. Nel dettaglio, Tokyo ha sottoscritto dei contratti preventivi per la fornitura di 290 milioni di dosi, più del doppio della popolazione, con tre aziende farmaceutiche. La prima di queste, la statunitense Pfizer, ha chiesto l’approvazione del vaccino in Giappone in dicembre, ma un responso dal ministero della Salute nipponico non avverrà prima di febbraio. In base ai provvedimenti delle autorità sanitarie, le prime somministrazioni del vaccino riguarderanno gli operatori medici alla fine del prossimo mese, le persone anziane in marzo, e successivamente a chi soffre di malattie croniche. Fin qui la virulenza della pandemia in Giappone – in particolare l’incidenza nei decessi – sono state inferiori rispetto a quelle osservate nei Paesi europei e negli Stati Uniti, considerando l’alta percentuale di persone anziane sulla popolazione. Nelle ultime settimane si è però assistito ad un’impennata dei contagi e il governo metropolitano di Tokyo, assieme ad altre tre prefetture, ha chiesto all’esecutivo di decretare l’entrata in vigore dello stato di emergenza, imponendo ulteriori restrizioni alla mobilità. Ad oggi, a livello nazionale il numero dei contagi in Giappone si assesta a 242.056, con 3.572 morti accertate.

India, via libera a vaccino AstraZeneca

L’India ha autorizzato due vaccini contro COVID-19, aprendo la strada a un enorme programma di inoculazione per arginare la pandemia di coronavirus nel secondo Paese più popoloso del mondo. Domenica l’Ente di regolazione dei farmaci indiano ha rilasciato un’autorizzazione di emergenza per i vaccini sviluppati dall’Università di Oxford e dal produttore farmaceutico britannico AstraZeneca e un altro sviluppato dalla società indiana Bharat Biotech. Il piano di immunizzazione iniziale del paese mira a vaccinare 300 milioni di persone – operatori sanitari, personale in prima linea compresa la polizia e coloro che sono considerati vulnerabili a causa della loro età o di altre malattie – entro agosto 2021. L’India, con quasi 1,4 miliardi di abitanti, è il secondo Paese più colpito dal coronavirus dopo gli Stati Uniti, con oltre 10,3 milioni di casi confermati e 149.435 morti.

L’Arabia Saudita riapre i confini

L’Arabia Saudita ha annunciato la riapertura dei confini e la ripresa dei voli internazionali dopo una sospensione di due settimane decisa per arginare la diffusione della variante del Covid-19 scoperta in Inghilterra. Il governo ha ordinato la revoca delle “misure precauzionali legate alla diffusione di una nuova variante del coronavirus”, ha annunciato il ministero dell’Interno, citato dall’agenzia di stampa ufficiale saudita. L’Arabia Saudita ha registrato oltre 363.000 casi e più di 6.200 decessi, il bilancio più pesante tra gli stati arabi del Golfo, ma anche un alta percentuale di guariti. Il 21 dicembre Riad ha sospeso i voli internazionali e ha chiuso valichi terrestri e porti. Anche altri Paesi del Golfo come Oman e Kuwait, che avevano adottato misure simili, le hanno revocate nei giorni scorsi.

Fonte: Repubblica

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