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Nella cupa primavera del Covid, nella fase acuta della prima ondata della pandemia, quando il virus aveva travolto soprattutto la Lombardia, la Germania si era offerta di accogliere pazienti dagli ospedali stracolmi di Bergamo. Ora che è la Germania ad arrancare, a subire tassi di contagio alle stelle e una quota di ospedalizzati che ha sfiorato 5,7 pazienti ogni centomila abitanti, l’Italia si è dichiarata subito disponibile a soccorrerla. I primi due pazienti sono già arrivati la scorsa settimana da Freising, in Baviera, dove gli ospedali sono ormai allo stremo. Altri ne stanno arrivando in queste ore, accolti negli ospedali di Merano e Bolzano.

Il primario dell’Unità di rianimazione Covid di Bolzano, Mac Kaufmann, ha raccontato alla Bild che “abbiamo ancora le risorse” per aiutare la regione tedesca in profondo rosso di contagi che si affaccia sulle Alpi. Sulle prime la Baviera aveva chiesto al Trentino Alto Adige di mandare personale medico, ma avendo sospeso la regione 400 medici e infermieri perché non sono vaccinati, non aveva potuto accontentare la richiesta dei tedeschi. Le due province si erano dichiarate tuttavia immediatamente disponibili ad ospitare pazienti in loco. 

Il direttore degli ospedali bavaresi, Roland Engehausen, ha lanciato l’allarme in un intervista alla Augsburger Allgemeine: la situazione è “di una gravità senza precedenti”. Il tasso di crescita degli ammalati di Covid che hanno bisogno di cure ospedaliere sta crescendo al ritmo del 30% ogni settimana, e secondo Engehausen gli ospedali stanno raggiungendo ovunque la saturazione, tanto che “non avremo più a lungo la possibilità di spostare i pazienti all’interno del land”. Anche il vicino Baden-Wuerttenberg sta scoppiando, ha rivelato Engehausen. Da lì la richiesta d’aiuto all’Italia, raccolta all’istante.

Nel frattempo alla Luftwaffe, l’aviazione militare tedesca, è scattata l’allerta. La cancelleria e il ministro della Difesa li ha avvertiti di prepararsi a “sostenere il trasferimento all’interno della Germania di pazienti bisognosi di terapie intensive”. La stima è che gli aerei militari potrebbero trasportare tra i 5 e i 10 pazienti a settimana, in questa fase di crisi acuta del Covid. Per ora solamente da una regione all’altra della Germania: i pazienti arrivati in Italia non sono arrivati sugli A400M. Ma in futuro, chissà.

Fonte: Repubblica

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