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La Germania è precipitata nel caos. Nella vacatio tra un governo e l’altro nessuno è stato in grado finora di prendere decisioni incisive per fermare la quarta ondata di coronavirus che sta travolgendo il Paese. Alla luce di contagi che galoppano al ritmo di 50mila al giorno e di un’incidenza che ha raggiunto quota 319 casi ogni centomila abitanti, domani è prevista finalmente una riunione del governo con i primi ministri dei land. Nelle bozze che circolano si parla di una una regola 2G (accesso limitato ai soli vaccinati e guariti) per gli eventi sportivi e culturali e il tempo libero, ma anche per ristoranti, locali e palestre. Angela Merkel punta persino a un 2G+, ossia a un obbligo di tampone anche per i vaccinati, se i ricoverati nelle terapie intensive raggiungessero una soglia d’allarme. Inoltre la Cdu ha fermamente intenzione di bloccare il piano di Spd, Verdi e Liberali (i tre partiti che stanno negoziando per il nuovo governo Scholz) di dichiarare finita l’emergenza il 25 novembre.

Domani la cancelliera uscente tenterà di allungare quella scadenza, oltre alla quale non scatterebbero più in automatico lockdown e altre restrizioni, al 15 dicembre. Ma se la riunione dovesse fallire, il suo partito è fermamente intenzionato a bocciare la proposta dei coalizionari “semaforo” al Bundesrat, alla Camera Alta. “Siamo in una situazione drammatica”, ha detto la cancelliera uscente, aggiungendo che “al virus non gliene importa assolutamente nulla se la Germania si trova in una fase di passaggio con un governo uscente in carica o nel mezzo delle trattative per un nuovo esecutivo”. Serve uno sforzo maggiore, secondo Merkel, “per fare progressi sulle vaccinazioni”. Che continuano a languire sotto quota 70%. E l’Associazione degli anestesisti tedeschi ha lanciato l’allarme sul sistema sanitario al collasso: “Va in direzione di una catastrofe”, hanno annunciato in una lettera al ministro della Salute Jens Spahn. I medici chiedono un 2G+ “in tutti gli ambiti della vita pubblica”, insomma un obbligo di tampone anche per i vaccinati. 

Intanto anche in Austria la situazione sta andando fuori controllo, nonostante il governo abbia introdotto ovunque il 2G, la regola che impone di mostrare il certificato vaccinale o l’attestato di guarigione da Covid nei locali pubblici. Il motivo è semplice: prima di agire, prima di introdurre anche il “lockdown dei non vaccinati”, confinati da lunedì scorso sostanzialmente a casa, l’esecutivo guidato da Alexander Schallenberg ha aspettato che gli infetti schizzassero oltre i 600 per ogni centomila abitanti. Ha agito con enorme ritardo e nel frattempo l’incidenza sfiora quota 1000. Tanto che il ministro della Salute, Wolfgang Mückstein (Verdi) ha suggerito di reintrodurre il coprifuoco per i locali notturni per tutti. E gli scienziati iniziano a chiedere a gran voce un lockdown generalizzato per spezzare la quarta ondata e alleggerire le terapie intensive.

Fonte: Repubblica

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