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Lo scorso lunedì era stato sfondato il muro dei 50 mila contagi settimanali. Questa settimana, racconta il monitoraggio Covid relativo all’intervallo tra il 15 e il 21 novembre, i contagi calcolati sui 7 giorni sono più di 65 mila. Numeri simili a quelli di inizio maggio. Ma aumenta anche il numero dei tamponi: quasi 3,7 milioni contro 3,4.

La circolazione del virus cresce quasi in tutte le Regioni, ma con una velocità inferiore rispetto a sette giorni fa. Uniche eccezioni la Puglia e la Basilicata dove i casi registrati, ovvero emersi tramite test molecolare o antigenico, hanno un seppur lievissimo calo. Nelle altre 17 Regioni più 2 Province autonome invece i contagi salgono anche se non alla stessa velocità della settimana precedente. Allora l’impennata era stata del 42,1%, stavolta la media nazionale dei casi aumenta del 27,6% passando da 51.318 diagnosi a 65.460 diagnosi.

Sono i territori del Nord a trainare la crescita. A parte le realtà più piccole – Valle D’Aosta e Provincia di Trento – la Lombardia segna un +59,6%, il Veneto un +49,5%. 

Le Regioni: 17 in salite più le due province autonome

Ecco cosa succede nelle Regioni. La Valle d’Aosta passa da 113 a 277 casi (+164, +145,1%),  il Molise da 128 a 158 (+30, +23,4%), la Liguria da 1.334 a 1.854 (+520, +39%), la Provincia di Bolzano da 2.076 a 2.213 (+137, +6,6%), il Friuli Venezia Giulia 3.290 a 3.829 (+539, +16,4%), la Lombardia da 6.642 a 10.574 (+3932, +59,2%), le Marche da 1.490 a 1.995 (+505, 33,9%), il Piemonte da 2.754 a 3.517 (+763, +27,7%), la Sardegna da 550 a 744 (+194, +35,3%), il Lazio da 5.919 a 6.979 (+1060, +17,9%), il Veneto da 6.355 a 9.500 (+3.145, +49,5%), l’Abruzzo da 1.062 a 1.318 (+256, +24,1%), l’Emilia-Romagna da 4.230 a 5.969 (+1.739, +41,1%), la Sicilia da 3.470 a 3.761 (+291, +8,4%), la Campania da 5.233 a 5.774 (+541, +10,3%), la Puglia da 1.612 a 1.564 (-48, -3%), la Toscana da 2.718 a 2.771 (+53, +1,9%), la Basilicata da 193 a 173 (-20, -10,4%), la Provincia di Trento da 440 a 709 (+269, +61,1%), la Calabria da 1.166 a 1.207 (+41, +3,5%), l’Umbria da 543 a 574 (+31, +5,7%).

Aumentano i ricoveri ma più lentamente

Domenica scorsa nei reparti ordinari di tutta Italia erano ricoverate 4.105 persone, ieri 4.345, quindi 240 in più. L’aumento settimanale è stato del 5,5%. Nella terapie intensive erano invece assistiti 520 pazienti contro i 458 di una settimana fa: il 13,5% in più. Entrambe le percentuali sono inferiori rispetto alla crescita registrata sette giorni fa sempre su base settimanale.

Lieve calo dei decessi

Frena anche se di poco il numero dei decessi. Nella settimana appena conclusa sono stati 358 contro i 390 della settimana precedente. Cioè il -8,2%. La settimana ancora prima però erano stati 285.

Il Friuli Venezia Giulia verso il giallo

Per quanto riguarda i cambi di colore, in attesa che il governo decida se varare il Super Green Pass, la media nazionale delle ospedalizzazioni oggi è ancora lontana dalla soglia critica. Secondo il report di Agenas l’occupazione dei posti letto nelle terapie intensive è al 6%, quella nei reparti ordinari all’8%. L’unica Regione che a oggi supera i parametri di rischio per i ricoveri, cioè il 15% di occupazione dei letti ordinari e il 10% di quelli in intensiva, è il Friuli Venezia Giulia che potrebbe dunque finire in zona gialla a partire dal 29 novembre. La decisione arriverà però soltanto venerdì.

Fonte: Repubblica

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