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“Chi non si vaccina muore. Chi rifiuta di vaccinarsi affronta un rischio mortale. Dobbiamo vaccinarci tutti“. Con queste parole, il premier ungherese Viktor Orbán si è distinto quale primo capo di un esecutivo sovranista che condanna esplicitamente i no vax. In tutta la parte orientale dell´Unione europea e della Nato la situazione della pandemia si fa di ogni giorno piú drammatica, i contagi salgono ogni 24 ore, solo alcuni governi adottano dure misure restrittive. In qualcuno tra i paesi orientali di Ue e Nato si stanno formando nuovi governi, tutti decisi a dare la priorità alla lotta al Covid e nel caso romeno a farlo con un esecutivo di unità nazionale. Ecco la situazione, paese per paese.

UNGHERIA

L´appello pronunciato da Orbán nel suo intervento radio settimanale è il piú drammatico che egli abbia lanciato al paese, persino piú delle consuete grida d’allarme contro l´immigrazione. Gli ultimi dati sui contagi indicano 11.289 nuove infezioni, un record nel paese centroeuropeo di meno di 10 milioni di abitanti dove la pandemia ha finora causato 32.645 morti. Da domani lunedì scatta l´obbligo assoluto di indossare mascherine in ogni luogo pubblico chiuso, il governo vuole accelerare la vaccinazione e la terza dose. Finora il 60 per cento degli ungheresi hanno ricevuto una sola dose e il 58 per cento due.
 

POLONIA

Il governo nazionalconservatore al momento è deciso nonostante l´aumento delle infezioni a non introdurre misure straordinarie. Secondo il ministro della Sanità Adam Niedzieleski “norme coercitive da noi sono molto impopolari e purtroppo affrontiamo la resistenza di un movimento no vax molto forte. Si passerà a misure dure, da lockdown a vaccino obbligatorio, solo se i contagi saliranno a 35-40 mila al giorno“. Gli ultimi dati sono da record nel paese di 38 milioni di abitanti: i nuovi contagi sono 23.418, nuovo picco. La media settimanale è di 19.485 infezioni, i morti finora sono stati oltre 80 mila, i vaccinati sono appena il 53 per cento. Le partite di calcio sono affollatissime di spettatori senza mascherina né distanziamento.

 

Da domani scattano il lockdown e il divieto di entrare in locali pubblici o partecipare a eventi pubblici per tutti i non vaccinati. Il nuovo picco-record di contagi su 10,7 milioni di abitanti è di 22.936 persone. Una situazione che il futuro governo di larghe intese del filooccidentale Petr Fiala (sarà nominato il 26) è deciso ad affrontare. Sui social – scrive lagenza Ansa – i No Vax arrivano a offrire soldi in cambio di contatti con positivi per ammalarsi di proposito e aggirare così una volta guariti le restrizoni. Ma chi contagia consapevolmente affronta una pena tra 6 mesi e 3 anni di reclusione.

SLOVACCHIA

 

Anche a Bratislava scatta da domani lunedí il lockdown totale per non vaccinati. Su 5,5 milioni di abitanti, il piccolo paese industriale ha avuto un nuovo picco quotidiano di oltre 9mila casi. Il governo ha chiesto ai datori di lavoro di eseguire il test quotidiano a tutti i dipendenti all´arrivo al posto di lavoro.

ROMANIA

 

Solo grazie al coprifuoco da poco entrato in vigore i nuovi casi sono scesi nel piú popoloso paese balcanico (circa 24 milioni di abitanti) a 2697, ma il totale ammonta a 1milione 76 mila e i morti sono stati finora 54.838. La percentuale di vaccinazioni è appena sul 30 per cento. Il presidente Klaus Iohannis sta convincendo i partiti rivali storici Partito nazionale liberale filooccidentale e Partito socialista (ex comunista e sovranista) a stringere un accordo quasi pronto per un governo d´emergenza d´unità nazionale con premier a rotazione tra le due forze politiche.

BULGARIA

 

Su 7,1 milioni di abitanti i morti sono saliti a 27.180, gli ultimi casi quotidiani sono 1455 con una media settimanale di 27.180. E´il paese Ue e Nato con la minore percentuale di vaccinati. Vinte le elezioni politiche, i filooccidentali di “Il cambiamento continua” si preparano a governare dando la priorità assoluta alla lotta alla pandemia. Le vetuste strutture sanitarie, come in Romania, scoppiano. 

Fonte: Repubblica

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