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202851022 4ccb0720 d2ef 4a61 a5da 77383678cee7 - Crisi Russia-Ucraina, prove di forza nel mar Nero

KIEV – Tra cacciatorpediniere, fregate e corvette, tra pochi giorni ci sarà una tale concentrazione di vascelli da guerra nel Mar Nero che la nuova crisi scoppiata nell’Ucraina orientale potrebbe risolversi in un’inedita quanto spaventosa battaglia navale tra Stati Uniti e Russia. Infatti, la marina militare di Mosca vi ha appena avviato un’esercitazione che coinvolge anche mezzi aerei, con la fregata “Ammiraglio Makarov”, le corvette “Graivoron” e “Vyshny Volochyok”, la nave anfibia “Samum”, la dragamine “Ivan Golubets” e alcune imbarcazioni per lo sbarco di truppe.

Al contingente di terra, ossia ai 41 mila effettivi ammassati ai confini ucraini e agli altri 42 mila stanziati in Crimea, si aggiungono quindi le 15 navi militari che la Russia sta spostando dal Mar Caspio nel Mar Nero. “Un’operazione di routine”, secondo Mosca, che appare però una replica all’invio di due cacciatorpediniere statunitensi nel Mar Nero comunicato venerdì scorso da Washington ad Ankara per ottenere l’autorizzazione di passaggio nelle acque turche.

A Bruxelles, intanto, nel loro incontro bilaterale, il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, e il segretario di Stato Usa, Antony Blinken, hanno ribadito “necessità immediata che la Russia interrompa ogni rafforzamento militare aggressivo ai confini dell’Ucraina e nella Crimea occupata”.

Immediata la risposta di Mosca che secondo cui “alcuni Paesi occidentali hanno aiutato l’Ucraina a istituire sul proprio territorio centri di addestramento per sabotatori che potrebbero essere utilizzati per organizzare attentati terroristici, non solo in Russia ma anche in altri Stati”. Lo ha dichiarato, durante una conferenza in Crimea, il segretario del Consiglio di Sicurezza russo, Nikolaj Patrushev, sostenendo che lo scorso anno sono stati sventati sei attentati terroristici in Crimea e accusando l’Ucraina di voler riconquistare il territorio annesso dalla Russia nel 2014. “Gli 007 di Kiev stanno complottando per condurre atti di sabotaggio e attacchi terroristici in Crimea, in particolare agli impianti di infrastrutture vitali”, ha aggiunto Patrushev.

Il Cremlino ha confermato il colloquio telefonico di martedì fa tra Joe Biden e Vladimir Putin, durante il quale il presidente americano ha proposto un incontro “in un Paese terzo” nei mesi a venire per discutere tutte le questioni aperte nelle relazioni bilaterali. Il luogo dell’incontro potrebbe essere Helsinski, da quanto è trapelato dopo un incontro tra Putin e il presidente finlandese, Sauli Niinisto. Altri luoghi possibili per il testa a testa tra i due capi di Stato potrebbero essere Vienna o Praga. Nella telefonata di due giorni fa, il presidente americano aveva sottolineato “il fermo impegno degli Stati Uniti verso la sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina”, invitando la Russia ad alleviare le tensioni e ribadendo l’obiettivo di perseguire relazioni “stabili e prevedibili” con Mosca.

E nel Donbass anche ieri è stato ucciso un militare dell’esercito ucraino e altri tre sono rimasti feriti nei combattimenti con i separatisti filorussi sostenuti e armati da Mosca. Gli osservatori dell’Osce hanno invece riferito di attacchi dell’esercito ucraino con mortai e lanciagranate contro le postazioni delle milizie secessioniste dell’autoproclamata Repubblica Popolare di Lugansk.

Fonte: Repubblica

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