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211645155 2047e6d6 3f62 411b a352 0566fc9dfa6a - Diario da Kabul. Le lacrime del barbiere costretto a cambiare mestiere

Ogni martedì Faiz, di professione barbiere, viene al centro di riabilitazione per tagliare i capelli ai pazienti interni. Una volta al mese li taglia pure a me, mai una volta senza ammonirmi: «Li stai perdendo, rasali subito poi lozione speciale», me la mostra.

Fino al 2001, i negozi di barbiere erano in genere piccoli e nascosti. La barba obbligatoria e il divieto di tagli moderni rendevano il lavoro difficile. Lo stile di Di Caprio nel film Titanic (super-visto in gran segreto) ravvivò brevemente gli affari. Era molto richiesto, tanto che titanìc divenne sinonimo di ragazzo alla moda. A non pochi creò problemi con la polizia religiosa. Partiti i talebani, in una esplosione di libertà, sorsero tanti negozi ampi e luminosi, ritrovo per giovani e confidenze maschili.

Nel tragitto verso casa passo regolarmente davanti ad almeno una dozzina, tutti con foto di ricche chiome, sculture a rasoio, barbe con mèches, colpi di sole. Da diversi giorni la metà di loro è chiusa, le foto staccate, rimpiazzate dal cartello affittasi. Immagino che i gestori siano partiti come tanti. La paura che i tagli moderni tornino proibiti li ha fatti decidere. Forse anche i clienti se ne sono andati.

Ieri Faiz non ha minacciato la consueta calvizie. Cupo, ha confessato il problema che l’affligge. Il negozio non funziona e l’affitto è caro: cambia mestiere. Ha in mente un commercio di verdura. Durante le crisi, la gente spende solo per cibo e medicine. Chi mai va dal barbiere? Sta cercando un prestito. E c’è un altro problema, la figlia è stata lasciata dal fidanzato. Se n’è andato in Iran, continuerà in Turchia per arrivare in Europa. «Magari torna», gli faccio coraggio. «Aveva un lavoro?», «Era barbiere».

Domanda sciocca la mia, avrei dovuto saperlo. La tradizione vuole i barbieri una casta inferiore. In passato erano riservati loro lavori umili, come provvedere catino e acqua agli ospiti in riunioni e matrimoni, effettuare circoncisioni, estrarre denti. La reputazione è rimasta e non permette loro di sposare ragazze che non siano figlie di barbieri.

Vent’anni di buoni affari non hanno scalzato il pregiudizio. «Non fa che piangere, si erano scelti, dice che non troverà un altro come lui». Di questi brutti tempi il progetto di sposarsi era quello che la teneva su, sospira. Gli dico di passare al nostro ufficio micro-prestiti, almeno un problema può essere risolto.

Oggi ho ricevuto ben tre inviti di matrimonio. Mi congratulo. Le date di due sono state anticipate per partire, mi spiegano. Le ragazze vogliono che le madri le abbraccino spose prima di lasciarle. Le rivedranno mai?

Fonte: Repubblica

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