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ROMA – “Trattato tra la Repubblica italiana e la Repubblica francese per una cooperazione bilaterale rafforzata”. Dalla sicurezza alla cultura, dai trasporti all’ecologia, ecco il patto bilaterale che Mario Draghi si apprestano a firmare. Il testo è il frutto di un lungo lavoro preparatorio. Un patto che, è scritto nel documento, “rinnova l’ambizione comune dell’Italia e della Francia, quali membri fondatori, nel progetto europeo. In tutti gli ambiti di cooperazione, l’Italia e la Francia si adopereranno per un’Europa forte, democratica, unita e sovrana”.

Il Trattato è composto da preambolo, disposizioni finali e undici articoli: 1) Affari esteri, 2) Sicurezza e Difesa, 3) Affari europei, 4) Politiche migratorie, giustizia e affari interni, 5) Cooperazione economica, industriale e digitale, 6) Sviluppo sociale, sostenibile e inclusivo, 7) Spazio, 8) Istruzione e formazione, ricerca e innovazion, 9) Cultura, giovani e società civile, 10) Cooperazione transfrontaliera, 11) Organizzazione. Il testo  – che sarà firmato dai leader in doppia versione italiana e francese – è accompagnato da un programma di lavoro che “precisa i progetti di cooperazione che i due Paesi intendono attuare in applicazione dei principi posti dal Trattato”. Per verificare l’attuazione dei principi del trattato e della road map sarà istituito un Comitato strategico paritetico a livello dei segretari generali dei ministeri degli Affari Esteri che dovrà definire “in collegamento con gli altri ministeri coinvolti, le strategie e le azioni comuni”.

 

Il nuovo consiglio italo-francese per la Difesa

Il patto impegna Francia e Italia a “rafforzare la difesa europea e la postura di deterrenza e di difesa dell’Alleanza atlantica”. “L’Unione Europea e l’Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord – è precisato – sono destinate ad agire quali partner strategici che si rafforzano reciprocamente”. L’obiettivo comune della convergenza tra i due sistemi è portare allo sviluppo del “pilastro europeo della Nato”. 

Una delle novità più importanti del Tratatto è il nuovo Consiglio italo-francese di Difesa e Sicurezza, che riunirà i rispettivi ministri degli Affari Esteri e della Difesa. Le consultazioni – è scritto – si occuperanno prioritariamente della lotta contro il terrorismo, della sicurezza marittima (Mediterraneo, Golfo di Guinea, Indo-Pacifico), del controllo degli armamenti, della cooperazione a livello operativo e delle capacità, delle sfide energetiche, delle minacce ibride e della disinformazione.

Nel patto bilaterale si punta anche a sviluppare la cooperazione tra le industrie della Difesa (spesso in competizione tra loro) con nuove “alleanze strutturali” e “partnership bilaterali”. “In particolare – viene sottolineato – per quanto riguarda la progettazione, lo sviluppo, la costruzione e il supporto in servizio, al fine di migliorare l’efficienza e la competitività dei rispettivi sistemi industriali e di contribuire allo sviluppo e ‘al potenziamento della base industriale e tecnologica della difesa europea”.

 

La collaborazione sullo spazio 

Anche in questo settore, dove c’è una competizione latente, i due governi si impegnano a favorire “il coordinamento e l’armonizzazione delle loro strategie ed attività nel campo dell’esplorazione e dell’utilizzo dello spazio extra-atmosferico a fini pacifici e dell’accesso autonomo allo spazio da parte dell’Europa”. Viene ribadito “il principio di una preferenza europea attraverso lo sviluppo, l’evoluzione e l’utilizzo coordinato, equilibrato e sostenibile dei lanciatori istituzionali Ariane e Vega”. La Francia incassa il sostegno dell’Italia alla base europea di lancio di Kourou, in Guyana, al fine di rafforzare “la sua competitività e la sua apertura”.

 

Le riforme necessarie all’Unione europea

Francia e Italia vogliono diventare traino di un’Europa più forte. I due Paesi, è scritto, sono “consapevoli delle speciali responsabilità nel processo di ricostruzione e di adeguamento dell’economia europea”. Nel programma di lavoro viene citata la revisione del Patto di Stabilità e crescita. I due governi appoggiano “il raggiungimento di un adeguato mix di politiche per l’eurozona” e sostengono la creazione di nuove risorse proprie. Nel programma di lavoro vengono definiti i tempi su cui coordinarsi al meglio a Bruxelles: pacchetto “Fit for 55”, digitale, questioni migratorie, Libia, processo di pace in Medio Oriente, sanzioni. Al livello di governance viene citata la necessità di estendere l’uso della maggioranza qualificata nel Consiglio Ue mentre i due Paesi si esprimono in favore della creazione di liste transnazionali alle prossime elezioni europee.

 

Un coordinamento per gli scambi economici

Francia e Italia “agiscono per realizzare l’obiettivo dell’autonomia strategica dell’Ue, a partire dai settori delle transizioni energetica e digitale, delle nuove tecnologie, della sanità, della difesa e dei trasporti, in particolare promuovendo dei progetti a sostegno dell’occupazione e degli attori economici locali”. Viene creato un Forum di consultazione fra i ministeri competenti per l’economia, le finanze e lo sviluppo economico che si riunirà con cadenza annuale per garantire un dialogo permanente sulle politiche macro-economiche e industriali. Francia e Italia si impegnano a coordinare gli investimenti in settori strategici come il cloud, la produzione di batterie elettriche e semi-conduttori, lo sviluppo dell’idrogeno.

Viene citata la necessità di maggiore cooperazione tra la Cassa Depositi e Prestiti, la Caisse des dépôts et consignation e la Banque publique d’investissement per concludere accordi specifici, in particolare nel contesto della ripresa. Una cooperazione – viene sottolineato – che permetterà di stimolare la cooperazione transfrontaliera delle piccole e medie imprese e delle start-up innovative e di sostenere il loro sviluppo internazionale.

La sfida dell’Immigrazione tra soldiarietà e limiti ai movimenti secondari 

Su una delle sfide più difficili, che monopolizza il dibattito politico da una parte e dall’altra delle Alpi, viene istituito un meccanismo di concertazione rafforzata tra i ministeri degli Affari Esteri e dell’Interno con riunioni periodiche su asilo e migrazioni. Tra gli obiettivi citati nel programma di lavoro: contribuire al raggiungimento di un compromesso equilibrato che permetta un controllo più efficace delle frontiere esterne, una diminuzione dei movimenti secondari e un meccanismo efficace di solidarietà nella gestione dei flussi migratori, riservando un trattamento specifico agli arrivi legati alle operazioni di ricerca e soccorso in mare che comprenda anche la riallocazione. 

Roma e Parigi si impegnano a lavorare insieme sulla riforma del sistema comune europeo d’asilo e sulla realizzazione di una politica comune europea in materia di rimpatri, a promuovere l’adozione di una lista comune europea dei Paesi di origine sicuri per i richiedenti asilo. I due governi parlano di promuovere una rifondazione dello spazio Schengen, di rafforzare il controllo delle frontiere esterne e di una maggiore mobilitazione dell’agenzia Frontex. Si parla anche di istituire una Team Europe Initiative regionale sulla rotta del Mediterraneo centrale e promuovere iniziative nei Paesi terzi finalizzate alla gestione del fenomeno migratorio, in particolare nelle seguenti regioni: Nord Africa, Sahel, Corno d’Africa, Medio Oriente e Golfo.

Un parte del trattato riguarda anche la cooperazione transfrontaliera con il lavoro di comitato ad hoc, presieduto dai ministri e con rappresentanti delle autorità locali, delle collettività frontaliere e degli organismi di cooperazione frontaliera, dei parlamentari e delle amministrazioni centrali. 

Verso una maggiore mobilità per i giovani

Le nuove generazioni sono una delle priorità del Trattato che vuole incoraggiare la mobilità giovanile, in particolare per l’istruzione e la formazione professionale, in un’ottica di apprendimento permanente, con l’obiettivo di istituire dei centri di eccellenza professionale italo-francesi ed europei e di favorire il riconoscimento di tali percorsi. Le università francesi e italiane dovranno sviluppare i programmi di scambio di studenti e personale academico in ogni settore scientifico-disciplinare favorendo i doppi titoli, i titoli congiunti.

Il patto bilaterale istituisce un nuovo Consiglio franco-italiano della Gioventù e un programma di volontariato italo-francese intitolato “servizio civile italo-francese”. Francia e Italia vogliono anche sostenere insieme politiche per una piena parità tra uomini e donne, in particolare sostenendo l’empowerment femminile e promuovendo il talento e la leadership femminili. Una consultazione annuale sarà organizzata in vista dello scambio di buone pratiche e della preparazione di progetti e posizioni comuni nel quadro europeo.

 

Il grand tour di artisti e intellettuali 

Il legame culturale già forte tra Francia e Italia dovrà essere approfondito, scrive il Trattato, allo scopo di favorire la circolazione delle creazioni e delle produzioni e per accompagnare l’evoluzione digitale del settore. I governi s’impegnano a facilitare le coproduzioni di opere cinematografiche, audiovisive e nelle arti sceniche, e a valutare la possibilità della loro distribuzione attraverso una piattaforma culturale comune. Ci saranno incentivi a scambi negli spettacoli dal vivo, nel design, nell’architettura, nella moda, ma anche per la traduzione di opere letterarie nelle rispettive lingue. Il patto bilaterale vuole favorire la mobilità degli artisti e degli autori, attraverso lo sviluppo di residenze come ai tempi del Grand Tour di celebri intellettuali.

Fonte: Repubblica

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