Condividi:

PARIGI – Per Emmanuel Macron, l’argent n’a pas d’odeur“, ovvero Pecunia non olet. Il presidente francese sembra aver accolto il motto attribuito a Vespasiano, con cui l’imperatore romano sottolineava che il denaro è sempre denaro, quale che ne sia l’origine. Il capo dell’Eliseo lo aveva chiarito già in modo molto esplicito, conferendo al presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi la Legion d’onore, massima onorificenza francese: i rapporti fra Parigi e il Cairo non devono essere condizionati da considerazioni sui diritti umani.

E così, ha rivelato ieri il sito investigativo francese Disclose, nei giorni scorsi il regime egiziano ha tranquillamente ottenuto il via libera per l’acquisto di altri trenta cacciabombardieri Rafale (oltre ai 24 comprati nel 2015): un affare che vale 3,75 miliardi di euro, a cui si affiancano acquisti di sistemi d’arma missilistici da Mbda e da Safran, per altri 200 milioni di euro. L’indiscrezione è stata confermata oggi dal ministero della Difesa francese.

La vendita di 30 caccia Rafale all’Egitto e’ un “successo” per le esportazioni della Francia, ma anche per la sua “sovranita’ e il mantenimento di 7 mila posti di lavoro industriali” per tre anni, ha scritto su Twitter la ministra della Difesa francese, Florence Parly.

Gli affari sono affari, anche con i sistemi autoritari: secondo Macron, “non si può considerare la politica della difesa ai dissensi sui diritti umani”. Il presidente “crede nella sovranità dei popoli”. Mettere sul tavolo gli abusi del regime di Al Sisi avrebbe significato “rompere i rapporti con l’Egitto e compromettere la lotta al terrorismo”. L’impegno di Parigi arriva alla garanzia di Stato con le banche per l’85 per cento dell’importo.

Il megacontratto che ha mandato in orbita le quotazioni della Dassault arriva proprio mentre alcuni parlamentari chiedono nuove restrizioni sull’export di armamenti, invocando maggiore trasparenza sulle compravendite e facendo specifico riferimento all’Egitto, il miglior cliente dell’industria bellica francese.

Fonte: Repubblica

Condividi:

Di

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Su questo sito Web utilizziamo strumenti di prima o di terzi che memorizzano piccoli file (cookie) sul dispositivo. I cookie vengono normalmente utilizzati per consentire al sito di funzionare correttamente (cookie tecnici), per generare report di navigazione (cookie statistici) e per pubblicizzare adeguatamente i nostri servizi /prodotti (cookie di profilazione). Possiamo utilizzare direttamente i cookie tecnici, ma hai il diritto di scegliere se abilitare o meno i cookie statistici e di profilazione. Abilitando questi cookie, ci aiuti a offrirti un’esperienza migliore. Cookie policy