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Per il secondo giorno consecutivo tutta l’Italia si veste di arancione. Oggi, 10 gennaio, gli spostamenti sono liberi solo all’intero del proprio Comune, i negozi sono aperti, mentre in bar e ristoranti è possibile acquistare piatti e bibite solo a portar via o ordinare a domicilio. Alle 22 scatta il coprifuoco, fino alle 5 del mattino di lunedì 11 gennaio. La settimana che verrà entreranno in vigore nuove norme: a ogni Regione il suo colore, come prima delle vacanze di Natale. Tre Regioni e una provincia autonoma rischiano il rosso e ovunque l’epidemia è ancora preoccupante con contagi in risalita.

Ma cosa si può fare oggi, 10 gennaio?

All’interno del proprio Comune ci si può muovere liberamente fino alle 22. Sempre rispettando l’uso della mascherina e il distanziamento di un metro tra una persona e l’altra. E non è necessario giustificare gli spostamenti. Si può andare quindi a fare una passeggiata, uscire con il cane o portarlo dal veterinario, fare shopping, andare in bici, a un parco, fare sport senza contatto, prendere un caffè da asporto al bar o un piatto di lasagne o di cous cous a portar via da un ristorante, far visita a una persona detenuta. Poi, dalle 22, tutti a casa perché scatta il coprifuoco e sarà consentito muoversi, previa autocertificazione, solo per lavoro, necessità o urgenza.

Si può andare dai genitori o dagli amici?

Sì, ma solo se risiedono nello stesso Comune (al netto delle deroghe raccontate nelle specifiche risposte successive). Non sono previsti limiti al numero degli spostamenti o al numero di persone che si spostano.

Si può andare anche dal proprio fidanzato o fidanzata?

La libertà di spostamenti, all’intero dei confini orari e territoriali descritti, vale per qualsiasi tipo di rapporto.

E se il/la partner si trova fuori dalla propria Regione?

In questo caso lo spostamento è consentito solo se si fa ritorno nel Comune in cui si ha la residenza, il domicilio o in cui si abita con continuità e periodicità. Tradotto: se si vive abitualmente insieme lo spostamento è consentito per raggiungere la casa della convivenza.

Si può tornare nella propria casa se ci si trova attualmente in un’altra Regione?

Sì, il rientro nella propria abitazione – quella dove si ha residenza o domicilio – è sempre permesso.

Non si può uscire dal proprio Comune per nessun motivo?

Esistono in realtà alcune, piccole, eccezioni. Sì può uscire dal proprio Comune principalmente per motivi di lavoro, salute, necessità e urgenza. Tra questi rientrano l’assistenza a persone non autosufficienti che vanno comunque protette in quanto più fragili, l’andare a trovare i propri figli minorenni se si è separati o divorziati dall’affidatario, l’accompagnare i figli dai nonni e riprenderli all’inizio o alla fine della giornata di lavoro (anche se resta fortemente sconsigliato per tutelare gli anziani). Inoltre, si può fare la spesa in un Comune contiguo solo laddove il proprio non abbia alimentari o supermercati o l’offerta economica sia chiaramente sconveniente; usare un campo da tennis o da calcio (per fare due esempi) se nel proprio Comune non ce ne sono; “sconfinare” con una corsetta purché questo sia funzionale alla sola attività sportiva e si ritorni poi alla propria abitazione; fare volontariato nell’ambito del Servizio nazionale di protezione civile o per fronteggiare l’emergenza sanitaria in corso; assistere e accudire animali; andare in chiesa o in altri luoghi di culto limitrofi se nel proprio non esistono; partecipare alle esequie di parenti stretti; accompagnare all’aeroporto un familiare o un amico anche non convivente. In tutti questi casi, però, gli spostamenti devono essere autocertificati attraverso il modulo da stampare e compilare.

E se si abita in un piccolo Comune?

Se il Comune conta fino a 5 mila abitanti ci si può spostare liberamente, tra le 5 del mattino e le 22, entro 30 chilometri dal confine (quindi eventualmente anche in un’altra Regione), con il divieto però di raggiungere i capoluoghi di Provincia: di conseguenza, sarà possibile anche andare a fare visita ad amici e parenti entro questi limiti orari e territoriali.

Si può andare in una seconda casa, anche affittata?

Solo se è all’interno della stessa Regione in cui ci si trova e per il solo nucleo familiare convivente. Non si posso quindi invitare amici o altri familiari. Questo vale anche se la seconda casa è una abitazione presa in affitto per turismo, ma si dovrà mostrare il contratto di affitto durante un eventuale controllo.

Per i cittadini stranieri vigono le stesse limitazioni? 

Ovviamente, le restrizioni e le libertà di spostamento valgono per tutte le persone presenti sul territorio italiano, a prescindere dalla loro nazionalità. Per gli spostamenti da e per l’estero, sono in vigore anche specifiche disposizioni relative a ciascuno Stato estero.

Quando serve l’autocertificazione?

Serve se si è obbligati a uscire dal proprio Comune per comprovate esigenze lavorative, motivi di salute e urgenza. E per spostamenti obbligati dalle medesime ragioni di notte, tra le 22 e le 5 del mattino.

Fonte: Repubblica

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