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BOLOGNA. La cronaca della commemorazione per il 41esimo anniversario della strage fascista di Bologna: il 2 agosto del 1980 una bomba uccise 85 persone e ne ferì oltre duecento. La cerimonia è iniziata in Comune a Bologna alla presenza del ministro della Giustizia Cartabia e del ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi. Presente in corteo anche l’ex premier Giuseppe Conte.

Ore 11.22 Zuppi: chi sa parli per la verità

Il vescovo di Bologna Matteo Zuppi chiede “con ostinazione”, durante la messa in ricordo delle vittime, “a chi sa qualcosa che può aiutare la verità di riscattare la colpa sua o di qualcun altro dimostrando di essere una persona, permetta il suo perdono aiutando le indagini e trovando il modo per far giungere frammenti di verità”.
Il monito di Zuppi è sulla compassione: “Pensiamo sempre che quello che accade riguardi loro, quanto dobbiamo ancora capire che su questa Terra siamo fratelli tutti, le vittime sono i nostri cari, è una strage di tutta la città. Sono stati posti per strada i loro nomi come pietre d’inciampo per far cadere l’indifferenza e ricordarci la storia delle nostre strade altrimenti ci si perde. Le domande dei sopravvissuti, nella compassione, sono le domande di tutti noi, li sotto potevamo esserci ognuno di noi. La pandemia della violenza che nessuna ideologia può mai giustificare chiede a tutti di combatterla con il nostro cuore, la nostra vita, perché non vi siano complicità, interessi e sia vinto ogni depistaggio e il peggiore depistaggio che è l’indifferenza. Le pandemie non guardano in faccia a nessuno, colpiscono tutti. Per questo come è avvenuto dal le 10.25 di quel 2 agosto 1980 ad oggi l’unica risposta alle pandemie è la compassione, combattere assieme il male”.

Dopo la Messa il cardinale si è intrattenuto qualche minuto in sacrestia con Giuseppe Conte.

Ore 11.04 Conte: squarciato il cuore di Bologna

L’ex premier Giuseppe Conte ai giornalisti: “La strage ha squarciato il cuore di Bologna. La verità non puo lenire il dolore dei parenti ma aiuta la coscienza civile”.

Ore 10.43 Cartabia: lasciamoci commuovere

Il ministro della Giustizia Marta Cartabia: “Lasciamoci commuovere. Non è segno di debolezza”.

Ore 10.33 la commozione di Merola

Il sindaco di Bologna Virginio Merola si commuove, e la voce si spezza, nel motivare alla piazza la consegna del Nettuno d’oro all’Associazione dei famigliari delle vittime. “Avete restituito dignità alla Repubblica. Non avete mai arretrato nel chiedere la verità”. Il primo cittadino si commuove ancora alla fine del suo intervento  ricordando che questa sarà la sua ultima volta sul palco “ma ci sarò sempre in piazza – dice – perché l’impegno civico me lo avete insegnato voi e quello durerà tutta la vita”

Strage di Bologna, il minuto di silenzio in ricordo delle vittime

784871 thumb rep 0208 bologna silenzio - Due Agosto, Mattarella: "Impegno famigliari e Stato ha svelato matrice neofascista". Cartabia: "La nube si sta alzando: fidatevi"

Ore 10.25: tre fischi del treno, minuto di silenzio

Come ogni anno all’ora esatta della strage, tre fischi di un treno segnano l’inizio del minuto di silenzio. Prima, tre minuti di applausi per Paolo Bolognesi che conclude il discorso dicendo Lunghissimo applauso dalla piazza a Bolognesi che dice “voi siete l’oro che ripara le nostre ferite”.

Dopo il minuto di silenzio lasciano le piazza gli antagonisti gridando slogan antifascisti.

Ore 10.10 Bolognesi cita Falcone: infamato da Fioravanti

Paolo Bolognesi, presidente dell’Associazione dei famigliari delle vittime, dal palco di piazza Medaglie d’Oro davanti alla stazione: “C’è un filo nero che parte da Portella della Ginestra fino alle stragi del ’92. Gli apparati dello Stato entrano in campo ogni volta a coprire le trame eversive e ci sono sentenze per ogni strage che lo confermano. E’ un fatto appurato che l’estrema destra fu protetta dai servizi segreti. Fiumi di sangue in cambio di fiumi di denaro. Giuseppe Falcone lo aveva capito e il terrorista Valerio Fioravanti ha infangato la sua memoria anche nel corso del recente processo Cavallini. Il processo ai mandanti procede nell’indifferenza della stampa nazionale, come se fosse solo un fatto bolognese. Nel manifesto abbiamo scritto: svelare mandanti e depistatori,  le implicazioni che emergono dal processo ai mandanti sconvolgono, conoscere i retroscena di Bologna permetterà di capire altri fatti come.l’uccisione di Aldo Moro e di Piersanti Mattarella. Ancora oggi sono jn tanti a fare di tutto per nascondere la verità. Se almeno la metà degli italiani conoscesse un quarto di quello che già è stato accertato saremmo una democrazia più vigile e matura”.

Ore 10 Bersani: Stato infetto in quel periodo storico

Pierluigi Bersani in corteo a èTv-Rete7: “Verrà fuori che Bologna è stato il punto cruciale della strategia eversiva, largamente finanziata, di una parte di Stato infettato in quel periodo storico. Bologna ne è sempre stata convinta. Mi ricordo in quelle ore quando dicevano che era esplosa una caldaia ma Bologna non ci credette neanche un minuto. Nella piena piena giustizia non credo, ma qualcosa si intravede”.

Ore 9.15 parte il corteo: applausi ai famigliari

Il corteo parte ora tra gli applausi ai familiari delle vittime. Applausi anche in via Indipendenza al passaggio del ministro Cartabia. Al corteo si uniscono l’ex premier Giuseppe Conte (applauditissimo) Pierluigi Bersani di Articolo Uno, la vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Elly Schlein e il procuratore antimafia Nicola Morra.

Ore 9.09 il messaggio di Mattarella: cinici criminali neofascisti

Viene diffuso dal Quirinale il testo del messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: “Quarantuno anni fa la città di Bologna e con essa la Repubblica vennero colpite al cuore. Un attentato dinamitardo, ad opera di menti ciniche che puntavano alla destabilizzazione della democrazia italiana, provocò una terribile strage in cui morirono donne e uomini inermi, bambini innocenti. I bolognesi e gli italiani seppero reagire con sofferto coraggio, offrendo solidarietà a chi aveva bisogno di aiuto, di cure, di conforto. Affermando un forte spirito di unità di fronte al gesto eversivo diretto contro il popolo italiano. Sostenendo nel tempo le domande di verità e di giustizia, che, a partire dai familiari, hanno reso la memoria di questo evento disumano un motore di riscatto civile e un monito da trasmettere alle generazioni più giovani”.

Mattarella sottolinea come “l’impegno di uomini dello Stato, sostenuti dall’esigente e meritoria iniziativa dell’Associazione tra i Familiari delle vittime, ha portato a conclusioni giudiziarie che hanno messo in luce la matrice neofascista della bomba esplosa la mattina del 2 agosto 1980. Non tutte le ombre sono state dissipate e forte è, ancora, l’impegno di ricerca di una completa verità”, ribadisce il capo dello Stato.

“La Repubblica ha saputo respingere la strategia di questi criminali, difendendo i principi di civiltà conquistati con la lotta di Liberazione. La vicinanza, che rinnoviamo a quanti sono stati colpiti negli affetti più preziosi da tanta ferocia, costituisce anche pegno per il futuro, affinché il patrimonio di valori e di umanità, che sta alle fondamenta della nostra società, sia percepito sempre più come un bene comune indivisibile”, conclude.

Ore 8.57 Cartabia cita Guccini: “Bologna può contare su di me”

Il ministro della Giustizia Marta Cartabia: “Bologna sappia di poter contare  su di me, il processo in corso è una necessità per la storia del Paese, la stazione di Bologna è uno snodo storico dell’Italia. Abbiate fiducia anche nel governo e nello Stato. Questo è un popolo che non si rassegna che non si avvilisce, Bologna (cita Francesco Guccini) sa stare in piedi per quanto colpita”

Ore 8.51 Cartabia: “La nube si sta sollevando”

Il ministro della Giustizia Marta Cartabia rinnova la promessa di scoprire nuove verità sui mandanti della strage nel processo ancora in corso per stabilire la colpevolezza di altri terroristi neri, come la Primula Nera Paolo Bellini, oltre a quelli già condannati: “Quella nube che troppo a lungo ha coperto le responsabilità piano piano si sta sollevando e lascia vedere nuovi confini dell’accaduto. Rinnovo l’impegno del governo a fare concretamente la nostra parte, la mia per ciò che mi compete nell’offrire tutto il sostegno necessario. So bene che il lavoro è reso arduo dalla carenza di personale, ho piu volte sollecitato il Csm a sbloccare un parere richiesto fin dallo scorso ottobre per.la.pianta organica.di Bologna: speriamo che questo parere arrivi presto

Ore 8.46 Cartabia: “Quelle schegge colpirono tutti noi”

Il ministro della Giustizia Marta Cartabia inizia citando un verso di Ungaretti: “Ci ritroveremo in silenzio perché la risposta allo scoppio della bomba è anzitutto silenzio. Un silenzio che attendeva una parola di significato e giustizia. La scelta di esserci nonostante lavori parlamentari frenetici accanto a ciascuno di voi è per testimoniare il bisogno di ascoltare ancora, per non disperdere quel silenzio indelebile nella memoria. Le schegge di quella bomba ci hanno colpito tutti. La Strage di Bologna è un fatto opaco, scuro: dilaniare il corpo dell’altro per dilaniare l’unita politica. Fu un attacco a tutto il popolo italiano. C’è bisogno di una.parola di giustizia, lo Stato rinnova il più completo impegno per un accertamento pieno della responsabilità”.

Ore 8.35 Bonaccini: il dolore non passa mai

Il presidente dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini: “Gli anni passano, ma non passa certo il dolore, la sofferenza e il bisogno di piena verità. Dolore per 85 vite spezzate, 200 feriti, per chi è sopravvissuto e porta dentro di sé ferite insanabili. Dolore di un’intera comunità e istituzioni, che non si arrenderanno mai finché non si arriverà alla piena verità”.

Ore 8.29 Il Nettuno d’oro all’Associazione dei famigliari delle vittime

Il sindaco Virginio Merola annuncia l’onorificenza al presidente Paolo Bolognesi, che commenta: “E’ un premio a chi ha cercato la verità per 40 anni. La città non ha.mai fatto mancare in 40 anni l’appoggio ai familiari per portare avanti la battaglia. Come disse Zangheri ai funerali, valuteremo dai fatti. Questo 2 agosto si apre con un momento bello e di speranza”.

Ore 8.23 Bianchi: “Legalità nasce a scuola”

Il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi: “Il governo ricorda che giustizia è difesa della legalità e la scuola è il luogo dove si fa crescere il senso della legalità”.

Fonte: Repubblica

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