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È morto a Damasco, in Siria, uno dei protagonisti storici della lotta armata e del terrorismo palestinese degli anni Settanta e Ottanta. Ahmad Jibril era fondatore e leader del “Fronte popolare per la liberazione della Palestina – comando generale” (Fplp-Cg): è scomparso all’età di 83 anni in un ospedale della capitale siriana per “cause naturali dopo una lunga malattia”, come ha detto il figlio Badr alla stampa.

Malato da tempo, da anni lontano dai riflettori in una residenza sulla costa siriana nella regione di Tartus, Ahmad Jibril è stato a lungo uno dei leader del fronte filo-siriano e filo-iraniano della “resistenza” contro Israele. Analisti mediorientali sottolineano come il Fplp-Cg sia stato infatti per decenni uno strumento armato e politico gestito prima da Damasco e poi da Teheran.

Nato nel 1938 a Yazur, vicino alla città palestinese di Giaffa, da giovanissimo Jibril si trasferisce assieme alla famiglia a Damasco. Serve nell’esercito regolare siriano e tra la fine degli anni 50 e i primi anni 60 fonda il “Fronte popolare per la Palestina”.

Noto per le sue posizioni intransigenti nei confronti di un possibile accordo con Israele, nel 1967 fondò assieme a George Habash un altro gruppo, il “Fronte popolare per la liberazione della Palestina”. L’anno successivo abbandonò anche questo gruppo e creò il Fplp-Cg, rimasto da sempre nell’orbita siriana.

Da decenni il Fronte popolare di Jibril è inserito nelle lista Usa e dell’Unione Europea dei gruppi terroristici. Negli Anni Settanta il gruppo mise a segno decine di attentati, rapimenti e azioni militari, fra cui l’attentato del febbraio del 1970 contro un aereo della Swissair (48 uccisi) e di altri attacchi contro civili israeliani. Da Damasco Jibril dirigeva le attività militari della sua milizia presente anche in Libano con postazioni e depositi militari, obiettivi ripetutamente presi di mira da raid aerei israeliani, nella valle orientale libanese della Bekaa, nella zona di Sultan Yaqub al confine con la Siria, e a sud di Beirut nella zona di Naame.

Nel 2002 Ahmad Jibril perse il figlio maggiore, Jihad, quando il giovane venne ucciso da un’autobomba in un attentato attribuito a Israele e compiuto con la collaborazione di una presunta spia libanese.

Con lo scoppio della “primavera araba” in Siria nel 2011 e con la conseguente repressione armata da parte del governo di Damasco, Jibril e gran parte della struttura del Fplp-Cg si schierò a fianco del potere siriano incarnato dalla famiglia Assad. Nel 2012, quando il campo palestinese di Yarmuk, alla periferia di Damasco, venne conquistato da insorti e forze jihadiste, Jibril e i suoi fedelissimi si ritirarono. E lui riparò a Tartus.

Fonte: Repubblica

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