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Il 70% degli europei sarebbe ad oggi vaccinato, secondo quanto dichiarato da Ursula Von Der Leyen, presidente della Commissione europea, la scorsa settimana. Ma almeno 4 milioni di immigrati irregolari presenti sul territorio europeo sono stati esclusi dalla vaccinazione. A rivelarlo è un’inchiesta esclusiva dell’organizzazione internazionale The Bureau of Investigative Journalism di Londra (UK) e Repubblica. La disparità di accesso ai vaccini tra i migranti irregolari e la popolazione generale europea è enorme. Questo, nonostante molte categorie di migranti abbiano maggiori probabilità di contrarre il coronavirus a causa delle loro condizioni di vita in luoghi spesso sovraffollati, dell’impossibilità di lavorare a distanza e per condizioni di salute di base spesso trascurate, un fattore che li rende sproporzionalmente più esposti al rischio di morire di Covid.

E’ anche scientificamente assodato che l’accesso equo ai vaccini è anche il modo più efficace per ridurre la diffusione del virus, prevenire l’emergere di varianti e sconfiggere la pandemia. Lasciar chiusa la porta della vaccinazione ai migranti irregolari equivale a lasciarla aperta alle varianti.

Il caos italiano

 

In Italia, all’inizio del programma vaccinale, i portali delle Regioni per la prenotazione della vaccinazione non avevano proprio previsto la possibilità di prenotazione ai migranti irregolari, un numero di persone tra i 500.000 e 700.000, anche quando dotati del tesserino sanitario STP (Stranieri Temporaneamente Presenti). L’STP è un codice che l’Italia garantisce a ogni cittadino non UE non in regola con l’ingresso e il soggiorno. L’STP assicura per le legge le cure urgenti, essenziali e continuative per chi non è in regola. Lo scorso giugno il New York Times aveva denunciato il caso dell’esclusione degli STP dalla prenotazione online in Italia. Cosa è cambiato da allora? 

Il Ministero della Salute ha spiegato al Bureau che “ha inviato una nota alle Regioni già il 27 gennaio 2021, sottolineando la necessità di agevolare l’accesso ai tamponi anche in vista delle vaccinazioni a tutti coloro non iscritti al Sistema Sanitario nazionale (SSN) e in possesso di un codice alternativo a quello fiscale (come l’STP) e a coloro senza documenti e senza dimora. “Ne è seguita un’altra il 22 aprile, inviata al Ministero dell’Interno contenente raccomandazioni di vaccinare i migranti all’interno dei centri di accoglienza. Raccomandazione simile, anche dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS), dell’8 luglio. Per finire, il 24 agosto, una Circolare della Struttura Commissariale per l’Emergenza COVID-19 invitava Regioni e Province autonome ad intensificare la vaccinazione anche per coloro non in possesso di tessera sanitaria. Secondo il Ministero “ad oggi sarebbero 13 le Regioni che hanno modificato i loro portali consentendo la prenotazione diretta del vaccino per i titolari di tessera STP e per le persone senza dimora. Le restanti Regioni hanno definito modalità alternative, incaricando direttamente le ASL e il Privato sociale.” Il Ministero ha chiarito che un primo gruppo (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Marche, Sardegna, Sicilia) “rimanda gli STP al portale nazionale per la prenotazione (il portale nazionale prevede l’accesso per i codici STP)”. Un secondo gruppo (Campania, Emilia Romagna, Veneto, Puglia, Toscana, Liguria, Lombardia) ha invece risolto il problema direttamente sul proprio sito. Al Bureau, non risulta però che i portali delle Regioni del primo gruppo indicato dal Ministero riportino informazioni dirette agli STP e che li reinderizzi sul portale nazionale. E per il secondo gruppo, Il Bureau ha potuto riscontrare la possibilità di prenotazione col codice STP solo per Campania, Veneto e Lombardia. 
Anche in tali casi, i problemi non sembrano del tutto risolti.

“Il portale di prenotazione della Lombardia prevede l’accesso agli STP, ma possono servire diversi tentativi prima che il sistema riconosca il codice, e, anche quando lo fa, le persone spesso non ricevono l’sms con l’ora e il luogo della vaccinazione,” ha spiegato Marco Mazzetti, presidente della Società Italiana di Medicina delle Migrazioni (S.I.M.M.), al Bureau. La Toscana ha previsto giornate di prenotazione per chi non è in possesso di documenti e il Lazio ha dato la possibilità alle ASL di vaccinare migranti irregolari. Ma anche in tal caso, le informazioni vanno cercate con pazienza su internet e sono quasi sempre solo in italiano. “Manca una chiara informazione pubblicizzata rivolta a tali categorie,” ha spiegato Salvatore Geraci della Società Italiana di Medicina delle Migrazioni (SIMM) e Caritas Roma. “In alcuni casi, come la Sardegna, gli operatori sanitari sanno come registrare gli STP sui portali, ma non è un percorso fruibile dagli stessi immigrati. E’ tutto molto caotico ancora, anche se le cose stanno migliorando,” spiega.

Il modello più virtuoso al momento, in tal senso, è quello della regione Lazio, aggiunge: “Permette a chiunque non in possesso di tessera sanitaria o documenti di presentarsi direttamente nei centri dove avvengono le vaccinazioni. Molti di loro infatti non sanno neanche di dover richiedere un codice STP per vaccinarsi, e questo viene emesso contestualmente quando si presentano presso i centri vaccinazione. “Questo è senz’altro il modo più semplice per raggiungerli, anche perché molti di loro non conoscono la lingua o non sanno accedere ai portali regionali”.

Secondo quanto riportato dal Ministero della Salute al Bureau sarebbero ad oggi “16 mila gli STP vaccinati. A questi vanno aggiunti tutti coloro che si sono vaccinati negli open day anche senza alcun codice o documento.”

Nel resto d’Europa non va meglio

 

Paesi come Germania, Spagna, Norvegia e Bulgaria, escludono dalla vaccinazione anti Covid tutti coloro che non possiedono un documento d’identità, una tessera sanitaria o un permesso di soggiorno. In Ungheria, Belgio, Slovacchia e Grecia, le vaccinazioni sono ufficialmente disponibili solo per coloro in possesso del numero di previdenza sociale. I Paesi Bassi, all’inizio del programma di vaccinazione, la garantivano solo alle persone in possesso di un domicilio registrato e una lettera d’invito da parte del governo. Il Regno Unito ospita circa 1,2 milioni di persone senza documenti. Chiunque può ottenere un vaccino Covid-19, purché abbia un codice sanitario simile a quello italiano, o sia registrato con un medico di base, il che non richiede alcuna documentazione specifica. Tuttavia, il Bureau ha scoperto che meno di un quarto degli ambulatori di medicina generale in Inghilterra, Scozia e Galles accetta di prenotare la vaccinazione senza che venga esibita una prova di indirizzo, un documento di identità o di immigrazione legale. Il sistema di vaccinazione della Norvegia – come quello del Regno Unito – si basa sugli ambulatori dei medici di base. Le migliaia di migranti senza il permesso di residenza necessario per registrarsi con un medico di base rischiano di essere tagliati fuori.

In Germania, i vaccini sono tecnicamente disponibili solo per coloro che hanno un permesso di soggiorno. Senza una tessera sanitaria i migranti senza documenti vengono respinti dalla maggior parte degli ambulatori medici e degli ospedali. A molti di loro viene suggerito di rivolgersi agli uffici predisposti al rimborsare spese mediche in cambio di informazioni personali. Ma a quel punto, i dati personali vengono inviati alle autorità governative tedesche per l’immigrazione e il controllo delle frontiere. La conseguenza è che la loro espulsione dal territorio tedesco. 

La mancanza di una cerniera tra servizio sanitario e le autorità di immigrazione aggrava una situazione già difficile per i migranti senza documenti in Germania – che sono circa 1,2 milioni. “Quello che abbiamo in Germania è l’opposto di una cerniera tra sanità e immigrazione – ha detto Christoph Krieger, un sociologo che dirige un centro d’accoglienza nello Stato settentrionale dello Schleswig-Holstein – Il sistema è implementato per scovare le persone che si nascondono”, non per curarle. L’effetto è una tremenda sfiducia tra le autorità e i migranti, che fanno di tutto per non essere trovati, incluso rinunciare al vaccino Covid. 

Anche se i piani loro nazionali di vaccinazione anti Covid di molte nazioni europee menzionano chiaramente il diritto al vaccino per i migranti, la realtà è dunque ben diversa. Tanto che lo scorso giugno il Centro europeo per la prevenzione e controllo delle malattie (Ecdc) ha esortato i governi a prendere atto che i migranti senza documenti “sono soggetti a barriere rispetto all’accesso ai sistemi sanitari e ai piani vaccinazione europei.” Con tutto che migranti senza documenti sono estremamente esposti all’infezione da coronavirus. Senza un accesso gratuito alle cure mediche di base, è alta la loro probabilità di sviluppare malattie non curate che li rendono molto più esposte alla morte da Covid-19. 

Fonte: Repubblica

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