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Roma.  Domani tutte le carte dovranno essere sul tavolo del Comitato nazionale ordine e sicurezza. La ministra dell’Interno Luciana Lamorgese attende dai vertici della pubblica sicurezza una relazione dettagliata di quello che è successo prima, durante e dopo l’assalto alla sede della Cgil ma anche proposte concrete sulle nuove regole di ingaggio delle forze dell’ordine e sulle nuova modalità di gestione della piazza in previsione delle nuove manifestazioni annunciate.

Lamorgese dovrà riferire in Parlamento (sarà oggi la conferenza dei capigruppo della Camera a decidere quando) ma anche al Copasir che ieri ha inviato al Viminale una richiesta di informativa urgente «alla luce dei gravi incidenti». Il comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica vuol vederci chiaro sulla reale entità della galassia No Vax e No Pass e per questo ha anche convocato per giovedì alle 12 il direttore dell’Aisi Mario Parente per conoscere gli scenari che i Servizi ipotizzano per i prossimi giorni. A preoccupare è la capacità degli apparati di intelligence di monitorare in tempo utile le frange violente che sabato si sono ritrovate a Roma sotto la guida di Forza Nuova ma che, anche con la decapitazione del movimento di estrema destra e gli arresti dei suoi leader, potrebbero continuare ad organizzare proteste ad alto rischio con un tam tam sui social che — almeno fino ad ora — gli apparati di prevenzione non sono stati in grado di intercettare. Eppure, nell’ultima relazione al Parlamento, erano stati proprio i Servizi segreti a segnalare «l’utilizzo di chat e social per organizzare proteste e disordini, sempre più difficile da controllare. La propaganda circolante su chat e piattaforme di messaggistica ha concorso ad alimentare il fenomeno dell’estremismo violento — scriveva l’intelligence — e a favorire percorsi di radicalizzazione tra comunità di utenti sempre più estese»,

Ieri, le manifestazioni dei Cobas non hanno creato incidenti particolari ma i segnali giunti dalle piazze di molte città d’Italia confermano la presenza di una galassia molto frastagliata di dissenso che potrebbe esplodere pericolosamente alla vigilia del 15 ottobre o il giorno stesso dell’entrata in vigore dell’obbligo di Green Pass nei luoghi di lavoro pubblici e privati. A Roma sarà un weekend di fuoco: a fronte dell’annunciata manifestazione della Cgil resta l’incognita della concomitante settimanale protesta del fronte No Pass che questa volta — secondo le chiare indicazioni che il Viminale si appresta a dare — dovrebbe essere circoscritta in una zona non a ridosso dei palazzi delle istituzioni, in forma certamente statica e soprattutto controllata da uno schieramento di forze dell’ordine pronto a bloccare subito con la forza( se necessario) qualsiasi deriva violenta.
Con l’incognità dell’effetto che l’obbligo di Green Pass avrà sulle forze di polizia: venerdì, i non vaccinati (stimati in due su dieci) potrebbero essere fuori gioco.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

Fonte: Repubblica

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