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PARIGI – Un uomo ha confessato l’omicidio del sacerdote Olivier Maire, 60 anni, ucciso questa mattina a Saint-Laurent-sur-Sévre, nella regione della Vandea. Secondo quanto annunciato su Twitter dal ministro dell’Interno francese, Gerald Darmanin, che si sta recando sul posto, quanto avvenuto è un “drammatico assassinio. Tutto il mio sostegno ai cattolici del nostro Paese”.

Il presunto assassino si sarebbe consegnato nelle scorse ore alla gendarmeria di Mortagne-sur-Sevre. “Un uomo si è presentato questa mattina e ha detto di aver ucciso un sacerdote”, ha affermato una fonte vicina alla vicenda. L’uomo era stato posto sotto controllo giudiziario nell’ambito delle indagini sull’incendio alla cattedrale di Nantes nel luglio 2020. Maire lo aveva accolto in attesa del processo.

Secondo quanto riporta il sito di Le Figaro, si tratterebbe dell’uomo di origine ruandese che ha appiccato il rogo un anno fa. Dopo aver registrato la confessione, i gendarmi francesi si sono recati nel luogo indicato dall’uomo e hanno trovato il cadavere del sacerdote.

Il tweet di un senatore della Vandea

“Voglio rendere omaggio a padre Olivier Maire, sacerdote dei monfortani assassinato da un criminale che ospitava per carità. La sua morte testimonia la gentilezza di questo prete che conoscevo bene e di cui avevo potuto apprezzare la profondità della fede. La sua morte è una grande perdita”. ha scritto il senatore Bruno Retailleau su Twitter.

Polemica Darmarin-Le Pen

Botta e risposta su Twitter tra la leader dell’estrema destra francese, Marine Le Pen, e il ministro Darmanin. “In Francia si può essere clandestini, incendiare la cattedrale di Nantes, non essere mai espulsi e diventare recidivi assassinando un prete: è il completo fallimento dello Stato e di Gerard Darmanin”, ha twittato la leader del Rassemblement National. “Che parole indegne! Invece di esprimere compassione ai cattolici che hanno accolto questo assassino, la signora Le Pen polemizza senza conoscere i fatti: questo straniero non poteva essere espulso, nonostante il provvedimento di espulsione, finché non fosse stato tolto dal controllo giudiziario”, ha replicato il ministro.

L’incendio di Nantes

Il 18 luglio 2020, Emmanuel Abayisenga (allora di 39 anni di cui 8 passati in Francia) appiccò il fuoco alla cattedrale di Nantes provocando gravissimi danni. All’epoca era volontario della diocesi della cattedrale, apprezzato e benvoluto dalla parrocchia. Nel confessare di essere l’autore del rogo, spiegò di essere esasperato perché, non riuscendo a rinnovare il visto scaduto, temeva di essere rimandato in Ruanda. Per quell’incendio, l’uomo si trova tuttora sotto controllo giudiziario.

Fonte: Repubblica

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