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PARIGI – Due anni dopo l’incendio di Notre-Dame, Emmanuel Macron è tornato nella cattedrale. L’ultima volta era stata nella notte del 15 aprile 2019 quando il rogo stava divorando il monumento e il capo di Stato si era precipitato nel centro di comando dei pompieri per seguire in diretta la battaglia contro le fiamme. Nella sua visita al cantiere di ricostruzione, indossando un casco bianco, una tuta grigia e la mascherina, Macron è salito fino sopra al tetto, a 47 metri di altezza, dialogando con i vari responsabili. In piedi su una piattaforma che circonda la voragine provocata dal crollo della guglia, il leader ha osservato da vicino i tecnici appesi alle corde che lavorano ancora per rinforzare la struttura mentre all’interno della cattedrale sono stati costruiti immensi ponteggi che permetteranno di cominciare la vera e propria fase di ricostruzione. 

In un’intervista pubblicata questa mattina sul quotidiano Le Parisien, Macron ha tracciato un parallelo tra il cantiere della cattedrale e la mobilitazione contro il Covid: “Reggeremo e ricostruiremo”, ha assicurato, sottolineando che “queste grandi sfide ci ricordano che siamo una nazione viva che ha sempre cose da ricostruire e da fare”. Macron ha ricordato “la capacità del popolo francese di unirsi, superarsi, quando accade il peggio”.

Il leader ha ringraziato “tutti coloro che stanno lavorando alla sua ricostruzione”, una lista lunga di mestieri: carpentieri, ponteggiatori, tecnici dell’accesso su corda, gruisti, costruttori di organi, maestri vetrai, pittori e scultori, scalpellini, archeologi e ricercatori. Un altro ringraziamento è andato a tutti quelli che hanno che hanno contribuito a salvare la cattedrale dalle fiamme, gli eroici pompieri, in particolare quelli che sono saliti nelle Torri, riuscendo così a fermare la linea del fuoco e a salvare la cattedrale. Infine, Macron ha ricordato lo straordinario slancio di solidarietà del mondo per il gioiello gotico della Ville Lumière: 340mila donatori che hanno portato la raccolta fondi fino a 833 milioni di euro.

Poco dopo la tragedia, il capo dello Stato aveva annunciato che voleva che fosse ricostruita in cinque anni, in tempo per il Giochi olimpici del 2024 previsti nella capitale. L’anno scorso, in un video messaggio, aveva ribadito questa promessa nonostante l’interruzione del sito durante il primo contenimento a causa della pandemia. E ieri è tornato a ribadire l’impegno per rispettare il calendario. Il generale Jean-Louis Georgelin, che guida i lavori di ricostruzione, ha precistato che per il 2024 si potrà tornare a celebrare messa all’interno della cattedrale ma l’insieme del cantiere non sarà ancora concluso. 

Fonte: Repubblica

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