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195535529 52798818 1c4c 4bb8 b5d6 5c4a31038fb5 - Francia, risolto il mistero dei cavalli mutilati e uccisi: non c'è nessun serial killer

PARIGI – Il mistero dei cavalli mutilati non è più tale. I numerosi casi denunciati dall’inizio dell’anno avevano creato una psicosi tra gli allevatori e fatto pensare a una setta o a qualche psicopatico seriale. Dopo lunghe indagini, si scopre adesso che su quasi 500 denunce di cavalli mutilati nel 2020, solo per il 16% dei casi è stata accertata un’azione umana. Quasi tre quarti dei casi di animali trovati morti con amputazione di alcuni organi sono invece dovuti a cause di origine naturale.

Il fenomeno dei cavalli mutilati aveva tenuto banco durante l’estate. A settembre, con un’accelerazione dei casi in tutta la Francia, erano state aperte circa 200 indagini. La gendarmeria aveva deciso di creare un’unità speciale per le indagini e il ministero dell’Agricoltura aveva istituito un’unità di consulenza per i proprietari di cavalli. Anche la missione interministeriale di vigilanza e di lotta contro le sette era stata associata alle indagini. Fin dall’inizio però le mutilazioni hanno lasciato perplessi gli investigatori. E dopo qualche settimana gli accertamenti smentiscono le varie ipotesi avanzate: sfida su Internet, pratiche sataniche, odio per gli equidi, contrabbando di plasma. Secondo le conclusioni della gendarmeria, infatti, circa 360 casi denunciati (il 72%) sono spiegati da cause naturali e in particolare l’azione di altri animali sulla carcassa del cavallo morto, in particolare sulle sue parti più morbide, come gli occhi o le orecchie.

Per ogni denuncia è stata fatta un’autopsia, sono stati ordinati rilievi sul luogo del ritrovamento, è stato chiesto il parere di un veterinario. Molti denunce non sono mai state accompagnate da testimonianze visive di eventuali aggressori. Finora solo un proprietario di un rifugio di cavalli ha detto di essersi trovato di fronte a due assalitori, venuti per attaccare i suoi pony. È stato fatto l’identikit di uno di loro, ma senza risultato. Anche negli Stati Uniti, in Gran Bretagna o in Germania, dove in passato sono state registrate simili ondate di mutilazioni equine, lunghe e approfondite indagini sono arrivate alla stessa conclusione: la maggior parte delle ferite sono state accidentali o causate post mortem da cani randagi, volpi o uccelli rapaci.

E’ probabile che l’eco mediatica abbia creato una suggestione tra allevatori e proprietari di cavalli. E’ vero però che restano l’ottantina di animali mutilati o uccisi su cui l’intervento umano è invece la pista di indagine privilegiata o addirittura certa. “Non solo a causa delle tecniche di ablazione degli organi, ma anche perché l’animale è stato completamente prosciugato del suo sangue” osserva il rapporto conclusivo delle indagini dell’unità speciale. In questo caso, però, i gendarmi non sono riusciti a dare un movente, anche se alcuni di loro ricordano che nelle zone rurali non sono rare azioni contro bestiame per rivalità locali tra allevatori. 

Fonte: Repubblica

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