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È stato raggiunto l’accordo sul documento finale su energia e clima del G20 Ambiente in corso a Napoli. Lo ha annunciato il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, al termine di “un negoziato molto lungo e intenso”. L’inviato sul clima del presidente americano Biden, John Kerry, e Cingolani hanno incontrato i delegati dei Paesi per arrivare ad un documento condiviso, bloccato sul tema della decarbonizzazione. Il ministro sta ancora lavorando per definire gli ultimi dettagli con i Paesi più ostici.

Oggi i lavori si sono concentrati sui temi più difficili e il ministro della Transizione ha incontrato le singole delegazioni del G20 per cercare di sbloccare il nodo della decarbonizzazione. L’opposizione più dura è venuta dall’India, Paese emergente che dipende dagli idrocarburi per la sua crescita economica. Ma il via libera parziale della Cina, che ha riscosso l’applauso in sala, ha permesso di superare anche le resistenze indiane. Secondo quanto viene riferito, il ministro cinese avrebbe dato l’ok a uno dei punti rilevanti della trattativa, ma avrebbe comunque confermato l’opposizione rispetto ad altri impegni previsti dalla dichiarazione. Le trattative proseguono per cercare di convincere i Paesi “meno ambiziosi” che continuerebbero a rifiutare impegni vincolanti sull’accelerazione della decarbonizzazione.

“Su due punti non abbiamo trovato l’accordo  e li abbiamo rinviati al G20 dei capi di Stato e di governo: rimanere sotto 1,5 gradi di riscaldamento globale al 2030 ed eliminare il carbone dalla produzione energetica al 2025”. Lo ha annunciato Cingolani in conferenza stampa al termine del G20 Ambiente di Napoli. “Usa, Europa, Giappone e Canada sono favorevoli, ma quattro o cinque Paesi, fra i quali Cina, India e Russia, hanno detto che non se la sentono di dare questa accelerazione, anche se vogliono rimanere nei limiti dell’Accordo di Parigi”. Mentre l’approfondimento di alcuni temi più controversi verranno riviati a una fase successiva. Per questo motivo, il testo dell’intesa di massima sarà limato nelle prossime ore e terrà conto delle resistenze confermate da alcuni Paesi. “Sarei stato più ambizioso” ma “penso che possiamo essere assolutamente contenti e soddisfatti, non avevamo tutto questo ottimismo, sembravano esserci barriere più alte”, ha aggiunto Cingolani.

Fonte: Repubblica

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