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La Germania è marchiata dal rosso fuoco dei contagi, Annalena Baerbock è in blu, ma il “semaforo” è verde: eccola, a due mesi dalle elezioni, l’inedita maggioranza formata da Spd, Verdi e liberali che segna l’addio all’infinita stagione merkeliana, e lo fa in mezzo ad una furente quarta ondata di pandemia che è tornata a fare paura ai tedeschi. “Osare più progresso”, c’è scritto alle spalle del futuro cancelliere Olaf Scholz – evidente richiamo ad uno dei più celebri slogan di Willy Brandt, “osare più democrazia” – mentre presenta il contratto di coalizione che farà da fondamento al nuovo governo, la cui nascita è programmata per la seconda settimana di dicembre.

Non a caso, alla sinistra di Scholz c’è la verde Baerbock, che prenderà le redini degli Esteri nella prima potenza europea, e il suo co-leader Robert Habeck, destinato alla poltrona di vicecancelliere e a guidare il ministero nuovo di zecca che unisce Economia e clima. Alla sua destra, il capo dei liberali Christian Lindner, che ottiene le agognate Finanze, un tempo regno del “falco” Wolfgang Schaeuble

“Il mondo è in subbuglio, non possiamo permetterci di stare fermi”, scandisce Scholz, che prima di parlare del contratto di coalizione intorno al quale i “coalizzandi” hanno negoziato per oltre un mese, ha elencato una serie di nuovi provvedimenti anti-Covid, a cominciare dalla nascita di un’unità di crisi permanente presso la cancelleria.

Per il resto, a parte annunciare il già noto salario minimo a 12 euro, la stabilizzazione delle pensioni e la riforma dei sussidi di disoccupazione che metterà fine al sistema “Hartz IV”, il futuro cancelliere ha preferito lasciare la scena ai nuovi alleati: “Il clima attraversa come un filo rosso tutto il contratto”, assicura Baerbock, mentre è Habeck, considerato uno degli architetti dell’inedita alleanza, a riassumere i punti principali del progetto lungo 177 pagine: rinnovabili all’80%, uscita dal carbone al 2030, rispetto dell’obiettivo del tetto di 1,5 gradi, fine del motore a scoppio entro il decennio.

In apparenza tutti contenti, a giudicare dalla suddivisione dei ministeri: Cancelleria, Interno, Difesa, Lavoro, Sanità, Cooperazione economica ed il nuovo dicastero dedicato all’Abitazione all’Spd, mentre ai Verdi, oltre al super-ministero di Habeck e gli Esteri, vanno Famiglia, Agricoltura, Ambiente e Difesa del Consumatore. I liberali, a parte le Finanze, ottengono la Giustizia, il Traffico e l’Istruzione.

La scommessa è come coniugare le ambizioni climatiche e “il decennio degli investimenti”, evocato da Scholz, con la promessa di non pesare sui conti. “La Germania resterà il difensore delle finanze solide”. Se sul fronte internazionale la Germania punta ad una “maggiore sovranità europea” pur rimanendo “centrale” il rapporto con gli Usa, l’anima progressista della nuova maggioranza è incarnata dalle tre scelte più commentate sui social media: l’abolizione della “legge sulla transessualità”, la legalizzazione della cannabis e il voto ai sedicenni. Commenta su Twitter la blogger Marie von den Benken: “Per qualcuno è un contratto di coalizione, per altri è un calcio all’ultradestra” Fonte: Repubblica

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