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214444183 674ddee7 27a0 4177 a3cd 26582b11441b - Il paese più no vax d'Italia: “Ma qui per immunizzarsi ci vuole un’ora di auto”

Fiumedinisi (Messina) – È un puntino sperduto in collina, tra lo Stretto di Messina e l’Etna. Scenario da sogno, ma passo da maglia nera che è andato peggiorando col passare delle settimane. Adesso il piccolissimo paese in provincia di Messina dal nome quasi impronunciabile, Fiumedinisi, si ritrova ultimo in Italia per numero di vaccinati. Quassù, solo 38 cittadini su cento si sarebbero sottoposti alla vaccinazione. Un record che tuttavia i poco più di mille residenti contestano.

Di certo le autorità sanitarie regionali vogliono correre ai ripari. E anche alla svelta. In cantiere c’è l’invio nel giro di qualche giorno di una squadra di assistenti sociali per convincere anziani, ma soprattutto i troppi giovani che si rifiutano ostinatamente di sottoporsi alle dosi, ad accettare la vaccinazione. Tutti a questo punto ne avrebbero diritto. E il centro è talmente piccolo che potrebbe trasformarsi in un paio di giorni in Covid free. Invece non è così. Complice, raccontano qui, la distanza eccessiva dai centri vaccinali. Ma non è solo quello.

In paese, arroventato dal caldo record di questi giorni, respingono l’etichetta di no vax. Giovanni De Luca, il sindaco, si ribella: «Il dato è incompleto, fino allo scorso 12 maggio abbiamo istituito una zona rossa per oltre 20 giorni a causa dei tantissimi casi di Covid e contiamo circa 200 persone guarite, che quindi al momento non possono vaccinarsi proprio perché guarite da poco tempo. Lo faranno a settembre, ma sono in possesso di Green Pass. E contiamo addirittura più carte verdi rispetto a tanti altri paesi. Abbiamo anche organizzato due giornate dedicate alle vaccinazioni dell’intera popolazione, di comune accordo con l’Asp di Messina. Una parte di popolazione scettica e poco propensa c’è, ma ovunque, non solo a Fiumedinisi».

In tanti si lamentano: «Io ero molto preoccupata — dice la signora Mimma della rosticceria “La Rotonda”, vicino la piazza, mentre serve al banco — ma mi sono vaccinata ugualmente. Non mi sembra che ci sia grande differenza con altri centri limitrofi». Concy Cascio, fondatrice del gruppo “Sei di Fiumedinisi se”, la pensa così: «I medici stanno facendo un lavoro egregio. Io vivo ad Alì Terme, ma sono di Fiumedinisi e mi dispiace quando la vedo etichettata come un paese che non vuole vaccinarsi. Io sono vaccinata, così come mia madre. Perché tanto clamore?»

Un dato allarmante, tuttavia, emerge ed è legato ai trasporti e alla difficoltà di raggiungere i centri vaccinali. L’hub più vicino, infatti, è a Messina, quasi due ore e mezza tra andata e ritorno con un’autostrada in condizioni critiche. Ci sarebbe anche Taormina, un’ora ad andare e una a tornare, ma pure in questo caso le incognite sono tante. I pullman di linea? Anche qui una nota dolente perché finita la scuola, le corse sono sempre meno. A fare un quadro della situazione è Vincenzo Pietropaolo, farmacista di Fiumedinisi: «I due medici di base stanno facendo un lavoro encomiabile, vaccinando praticamente ogni weekend. Come farmacia, noi siamo pronti a vaccinare. Già da tempo abbiamo manifestato la nostra disponibilità. Attendiamo il via libera. Per quanto riguarda i numeri, purtroppo l’intera fascia jonica viaggia su cifre basse, ma questo dipende anche dalla posizione, perché logisticamente non è facile raggiungere gli hub più vicini». Tutti hanno una giustificazione per i ritardi. Ma intanto stanno per arrivare le squadre di assistenti sociali.

Fonte: Repubblica

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