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BRATISLAVA – “Sono ancora vivo”, dice sorridendo ai giornalisti prima di entrare nella cattedrale di San Martino a Bratislava nel secondo giorno del suo viaggio a Budapest e Slovacchia. Papa Francesco, dopo l’operazione subita al Gemelli a inizio luglio, è apparso in ottima forma e con voglia di scherzare.

Dopo il viaggio in Iraq dello scorso marzo, è la prima visita internazionale del Papa mentre il mondo cerca di uscire dalla pandemia. Francesco incontra le autorità nel Palazzo presidenziale e dice che per uscire bene dalla pandemia occorre “fraternità”. “L’integrazione è sempre più necessaria”, dice. E ancora: “Essa urge ora, in un momento nel quale, dopo durissimi mesi di pandemia, si prospetta, insieme a molte difficoltà, una sospirata ripartenza economica, favorita dai piani di ripresa dell’Unione Europea”.

Per il Papa “si può correre il rischio di lasciarsi trasportare dalla fretta e dalla seduzione del guadagno, generando un’euforia passeggera che, anziché unire, divide. La sola ripresa economica, inoltre, non è sufficiente in un mondo dove tutti siamo connessi, dove tutti abitiamo una terra di mezzo. Mentre su vari fronti continuano lotte per la supremazia, questo Paese riaffermi il suo messaggio di integrazione e di pace, e l’Europa si distingua per una solidarietà che, valicandone i confini, possa riportarla al centro della storia”.

Il futuro dell’Europa dipende anche da leggi che “si applichino equamente a tutti, sulla base di una giustizia che non sia mai in vendita”. E perché la giustizia non rimanga un’idea astratta, “ma sia concreta come il pane, è da intraprendere una seria lotta alla corruzione e va anzitutto promossa e diffusa la legalità”.

La mattina del Papa è stata segnata oltre che dall’incontro con le autorità anche da quello coi vescovi e clero. “Vi auguro di non permettere mai che i fragranti sapori delle vostre migliori tradizioni siano guastati dalla superficialità dei consumi e dei guadagni materiali”. E nemmeno “dalle colonizzazioni ideologiche”. “In queste terre, fino ad alcuni decenni fa, un pensiero unico precludeva la libertà; oggi un altro pensiero unico la svuota di senso, riconducendo il progresso al guadagno e i diritti ai soli bisogni individualistici”, ha continuato il Pontefice che ha sottolineato che “oggi, come allora, il sale della fede non è una risposta secondo il mondo, non sta nell’ardore di intraprendere guerre culturali, ma nella semina mite e paziente del Regno di Dio, anzitutto con la testimonianza della carità”. Fonte: Repubblica

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