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NEW YORK Vaccino obbligatorio per tutto il personale militare americano entro il 15 settembre: la notizia si sussurrava da tempo e ora il segretario alla Difesa, Lloyd Austin lo conferma in un memorandum ai vertici militari messo in circolazione oggi. «Chiederò l’approvazione del presidente per procedere al più presto» si legge. «Entro metà settembre o, se questa dovesse verificarsi prima, immediatamente dopo l’approvazione finale da parte della Food and Drug Administration».

Aggiungendo che i funzionari del Pentagono «terranno d’occhio anche i tassi di infezione»: attualmente in aumento negli Stati Uniti – e di conseguenza pure nelle caserme – a causa dell’alta contagiosità della variante Delta. Qui in America, infatti, i numeri continuano tragicamente ad aumentare: in rialzo del 112 per cento rispetto a due settimane fa, con una media giornaliera superiore ai 111mila nuovi positivi ogni giorno e numeri che solo ieri hanno superato i 121mila. Preoccupano anche i dati sui ricoveri, su del 90 per cento. E quelli sui morti, cresciuti in queste due settimane del 92 per cento, tornando a circa 1000 al giorno. Dopo il picco della Florida, ora la situazione più critica a quella di Austin – la capitale dello stato del Texas che curiosamente si chiama proprio come il capo del Pentagono – dove cominciano a  scarseggiare i posti letto nelle terapie intensive degli  ospedali, secondo quanto comunicato dalle autorità  sanitarie. Ma dove il governatore trumpiano Greg Abbott, come già il collega Ron De Santis appunto nel Sunshine State,  proprio non vuol saperne di rendere obbligatorio l’uso delle mascherine. 

«Non esiterò ad agire prima o a raccomandare un corso diverso al Presidente se sentirò il bisogno di farlo» annuncia dunque il generale Austin. «Per difendere questa Nazione abbiamo bisogno di forze sane e pronte». Fra i militari il vaccino è popolare ma non popolarissimo: sì, lo ha già fatto circa il 70 per cento delle truppe in servizio attivo in ogni branca della Difesa: cifre ben al di sopra dei tassi di vaccino fra i civili, che solo venerdì ha superato il 50 per cento, mentre il 58,7 degli americani ha ricevuto solo la prima dose. Se però si guardano le percentuali all’intero dell’Esercito quei numeri crollano tragicamente al 34 per cento. Una media però abbattuta dalla riserva e della Guardia Nazionale ,visto che il 61% dei soldati in servizio attivo di quel corpo in è vaccinato, secondo i dati del Dipartimento della Difesa ottenuti da Military.com.  

A spingere il Pentagono nella direzione dell’obbligatorietà ci sono pure le notizie arrivate ieri da Moderna e oggi pure da Pfizer, che confermano la validità degli attuali sieri anche contro le nuove varianti. Lo ha confermato il cofondatore dell’azienda tedesco-americana Pfizer, Ugur Sahin, in occasione della pubblicazione trimestrale dei dati della società. La resistenza del vaccino alla variante Delta era stata già chiarita nei mesi scorsi ma la novità è che al momento non si vede ancora la necessità di una modifica in quanto versione attuale è «pienamente sufficiente».

Certo, ha messo le mani avanti: «Può accadere che nei prossimi sei-dodici mesi emergeranno altre varianti che richiederanno modifiche al vaccino ma al momento non è il caso». Sia il presidente Joe Biden che il virologo Anthony Fauci hanno d’altronde più volte parlato di «Pandemia dei non vaccinati». Ma Fauci ha lanciato un nuovo allarme: «Se non ci si vaccina tutti e subito il rischio di far emergere ancora altre varianti più letali e resistenti è davvero concreto».

Fonte: Repubblica

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