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224933532 96bb67e9 a300 465b a975 e76151dc7b87 - Il politologo Michael Walzer: “L’America salvata da donne e uomini capaci di dire no”

NEW YORK – “Gli uomini e le donne all’interno delle istituzioni si sono dimostrati più forti e solidi dello stesso sistema a cui Trump ha dato l’assalto, sia scatenando la folla mercoledì, sia negli ultimi mesi, con le richieste pressanti di alterare i risultati del voto. Se uno solo di loro avesse ceduto alle lusinghe del presidente, forse nemmeno la guardia civile sarebbe bastata a difendere il Congresso. E invece tanti, pur non condividendo le stesse idee, sono rimasti fedeli ai valori della Costituzione, difendendo il risultato del voto: e la tenuta della società”.

Nonostante le violenze di Washington, il politologo Michael Walzer, 84 anni, è ottimista. Professore emerito di Princeton, è l’influente filosofo della politica autore di saggi come L’intellettuale militante e Guerre giuste e ingiuste. A lungo condirettore della rivista politico-culturale Dissent, è tra le figure più influenti dei liberal Usa, colui che da più di mezzo secolo sprona la sinistra americana a rimettersi in gioco.

Qual è la lezione da trarre dalle proteste di Washington?
“Il trumpismo sfociato nella violenza ha mostrato il suo vero volto. È stato raccapricciante, ma è un bene che sia accaduto in diretta tv. Tutti hanno capito chi è Donald Trump. E visto i suoi limiti. L’atto di forza a cui abbiamo assistito non è mai stato nemmeno lontanamente un colpo di Stato perché il presidente uscente non ha dalla sua parte né l’esercito né gli apparati dello Stato. Ma l’atto finale di un narcisista leader populista, privo di forza ideologica, ma solo capace di parlare al lato più irrazionale della gente”.

Moisés Naím su “Repubblica” lo ha paragonato al presidente argentino Péron…
“Il trumpismo continuerà ad esistere e a influenzare la politica americana anche dopo Trump. Ma il suo estremismo peserà soprattutto sul partito repubblicano, spaccato e dilaniato da una crisi d’identità che non si sanerà a breve e di cui spero i dem sapranno approfittare alle elezioni di MidTerm del 2022 e alle presidenziali del 2024. Certo, Joe Biden dovrà trovare soluzioni economiche e politiche adatte alle esigenze di quell’elettorato che ha trovato rifugio in Trump ma per natura e valori appartiene alla cultura dem”.

Quali risposte?
“Biden dovrà sforzarsi di essere un presidente energico. Capace di affrontare i problemi concreti dei lavoratori. E dovrà farlo fin da subito, nei primi 100 giorni. Occupandosi di distribuire capillarmente il vaccino e subito dopo di distribuire aiuti economici adeguati. Purtroppo, la pur conquistata maggioranza al Senato è più risicata di quel che speravamo. Sarà costretto a fare mediazioni, portando avanti politiche centriste. Ma con l’aiuto di qualche repubblicano coscienzioso può fare molto per lavoro, immigrazione, ambiente”.

Le organizzazioni di destra che abbiamo visto in piazza sono cresciute durante la presidenza Trump. Gli sopravvivranno?
“Un numero enorme di gruppi d’odio e milizie di destra armate ha trovato riparo all’ombra del presidente. Sono l’eredità peggiore che lascia al suo successore e toccherà farci i conti. Ma penso che torneranno ad essere un problema locale. Grave: ma, con le corrette azioni, contenibile. Sui grandi numeri quel tipo di attivismo politico è comunque destinato a restare marginale”.

Perfino nel gabinetto Trump c’è chi parla di applicare il 25esimo emendamento e allontanare il presidente dalla Casa Bianca prima del 20 gennaio…
“Sarebbe giusto. Ma non accadrà. Le figure forti e indipendenti del suo gabinetto sono poche. Gli altri sono politici di serie B e C che gli devono tutto. Tireranno avanti per altre due settimane, sperando di tornarsene presto a casa”.

Fonte: Repubblica

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