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210836592 6d6f055c 8916 44b2 a679 5e4fd68d63ce - Il post di Ilaria per il nonno “Cerco amici, è molto triste” E in cinque si fanno avanti

PADOVA — Serve un amico per nonno Rudi, che ha 86 anni ed è confinato in casa a causa della pandemia. Salvata la pelle dal virus, l’obiettivo è recuperare la socialità perduta. Allora la nipote accende il computer e scrive un appello su “Sei di Cittadella se…”, gruppo Facebook del suo paese, in provincia di Padova. «AAA cercasi amico per il nonno Rodolfo». Unici requisiti richiesti: «saper giocare a scopa e briscola». Insomma, serve qualcuno per tornare a battere il fante come si faceva una volta, prima che arrivasse il virus. «Prima del Covid mio nonno frequentava il centro anziani o il patronato, ora è chiuso in casa da più di un anno», racconta Ilaria Cocco, che ha 25 anni, una laurea in Relazioni internazionali e diritti umani e fa la volontaria per la Croce Rossa. Con i nonni ha sempre avuto un rapporto molto stretto e ultimamente si è resa conto di quanto la pandemia abbia inciso sulle loro vite.

«Le istituzioni pensano agli anziani sempre per aiutarli nelle cose pratiche: fare la spesa, comprare i farmaci. Mai nessuno che pensi alla loro esigenza di stare in compagnia, di fare cose», ragiona la nipote. «Noi abbiamo i telefoni, i computer, le chat. Loro non hanno nulla di tutto ciò, per cui contano ancora molto i rapporti veri, quelli faccia a faccia, che però con le esigenze di distanziamento sociale e le misure sanitarie hanno completamente cancellato».

Ilaria osservava il nonno seduto sulla sua seggiola in cortile, solo e sconsolato, e pensava a quanto le aveva dato quando lei era bambina: l’altalena costruita con le sue mani, i giochi, le storie raccontate sulla poltrona del soggiorno. È la sapiente gestione del tempo di chi ha già passato il giro di boa della vita e sa concentrarsi sulle cose veramente importanti. I nipotini, per Antonio Zanardo detto Rodolfo, erano una di queste: veneto emigrato a Torino per lavorare come operaio alla Fiat, insieme alla moglie Zita infermiera alle Molinette. Sono poi rientrati entrambi in Veneto per accudire figli e nipoti: festeggeranno i 60 anni di matrimonio proprio sabato prossimo. «Mio nonno è sempre uscito tanto e ha sempre fatto sport, non voglio pensare di piazzarlo davanti alla televisione 24 ore al giorno. È stato lui stesso a confidarmi di essere giù di morale, non vedendo mai nessuno oltre alla nonna. Questo è il momento di restituirgli qualcosa», dice Ilaria. Così è nata l’idea del post su Facebook, una richiesta speciale che ha già avuto risposte e condivisioni. «La cosa buffa è che mi scrivono persone che vivono a 30 metri da lui». Potere della rete, connettere tutto, anche le solitudini di uno stesso quartiere. Il risultato è che Rodolfo ha già un primo appuntamento: domani si recherà a casa sua un quasi coetaneo del rione per un té pomeridiano. E sabato guarderanno la partita del Cittadella insieme, anniversario di matrimonio permettendo.

Ma nonna Zita che ne pensa? Felicissima. Lei, con 14 tra fratelli e sorelle, ha il suo bel d’affare ogni giorno a tenere i contatti al telefono. Ma è felice di rivedere il marito felice. «Mi hanno già contattato cinque persone, tutti figli o nipoti che hanno letto il mio appello e cercano soluzioni per i loro anziani — racconta Ilaria — C’è la figlia di una signora di 90 anni che ha voglia di chiacchierare e di giocare a carte: ha messo a disposizione il porticato della sua casa in campagna. Poi ce ne sono altri tre, con le stesse esigenze di nonno Rudi e tutti del circondario».

Ma tutto questo non si ridurrà a una o più mani di briscola, perché figli e nipoti ora si stanno organizzando seriamente. «Creeremo una rete di paese tramite Whatsapp, per mettere in contatto i nostri anziani che hanno questa esigenza. Con il tempo perfezioneremo la cosa, magari creando circoli di briscola o di lavoro a maglia per le donne. Tante cose si possono fare ma se manca il collante manca tutto».
 

Fonte: Repubblica

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