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063202310 a6f565eb d5a8 4742 8ed1 8f8c784a52f6 - In Brasile oltre 95 mila nuovi casi e nuovo cluster in Cina

Il Brasile, uno dei paesi più colpiti dal coronavirus al mondo, registra 95.601 nuove infezioni da covid-19, il numero più alto da marzo, e 2.507 decessi. Il bollettino indica come il Paese sudamericano abbia raggiunto quota 16.720.081 casi accertati e 467.706 decessi legati al coronavirus. I 95.601 positivi segnalati rappresentano la cifra più alta dallo scorso 25 marzo, quando ci furono 100.158 infetti, record storico dall’epidemia di SARS-CoV-2.

I numeri confermano il Paese – di circa 212 milioni di abitanti – al secondo al mondo con il maggior numero di morti, dietro agli Stati Uniti, e il terzo con il maggior numero di contagi, dopo Stati Uniti e India.
Ma il mondo è in allarme per il nuovo cluster di virus scoperto nel sud della Cina. Qui infatti sono stati segnalati altri quindici casi di COVID-19 nella provincia cinese meridionale di Guangzhou, con un rapporto che afferma che la variante del coronavirus nell’ultimo focolaio sia più trasmissibile rispetto ai precedenti cluster nel paese
L’attenzione è anche tutta sul fronte dei vaccini, con il Giappone che dona 800 milioni di dollari al programma di vaccini contro il COVID-19 sostenuto dalle Nazioni Unite, l’AstraZeneca avvia le consegne di vaccini fabbricati in Thailandia e il vaccino Sinovac che riporta quasi alla normalità una città brasiliana.
Fa discutere poi il caso dello stato della California che ha accettato di pagare più di 2 milioni di dollari di spese legali in un accordo con le chiese che hanno contestato gli ordini di chiusura della pandemia.  Gli avvocati della chiesa che hanno presentato con successo il loro ricorso alla Corte suprema degli Stati Uniti hanno affermato mercoledì che lo stato ha accettato di non imporre restrizioni ai luoghi di culto più severe di quelle per le attività commerciali.
Diverse chiese hanno contestato le restrizioni del governatore Gavin Newsom come violazioni del loro diritto al culto del Primo Emendamento. Non è un caso infatti che l’Organizzazione internazionale del lavoro afferma che la pandemia di COVID-19 ha creato una crisi del mercato del lavoro globale “senza precedenti” che influenzerà il mercato del lavoro per anni.

  L’agenzia delle Nazioni Unite ha affermato infatti in un rapporto mercoledì che si stima che l’8,8% delle ore lavorative totali sia andato perso l’anno scorso. Dice che è “l’equivalente delle ore lavorate in un anno da 255 milioni di lavoratori a tempo pieno”. Secondo le stime, se non ci fosse stata una pandemia, il mondo avrebbe creato 30 milioni di nuovi posti di lavoro nel 2020.   L’agenzia prevede che una ripresa economica irregolare che dovrebbe iniziare nella seconda metà del 2021 creerà 100 milioni di posti di lavoro quest’anno e altri 80 milioni nel 2022. Dice che è ancora al di sotto dei livelli pre-pandemia.

Da New York arriva poi la notizia che i principali vaccini COVID-19 al mondo possono offrire una protezione duratura che riduce la necessità di frequenti vaccinazioni di richiamo. Secondo gli scienziati, che stanno trovando indizi su come il corpo “ricorda” i virus, sono necessarie ulteriori ricerche e le mutazioni del virus sono ancora un jolly. Sono in corso studi critici e stanno aumentando le prove che l’immunità dai vaccini mRNA prodotti da Pfizer e Moderna non dipende esclusivamente dagli anticorpi che diminuiscono nel tempo.
E dal Giappone i giornali riportano oggi il fatto che il Paese abbia impresso una significativa accelerazione alla sua campagna di vaccinazione contro la Covid-19, intrapresa assai piu’ tardi rispetto alla maggior parte degli altri Paesi sviluppati.
L’ufficio del primo ministro del Giappone, Yoshihide Suga, ha annunciato ieri che oltre 10 milioni di persone hanno ricevuto almeno una dose del vaccino contro il coronavirus, pari a circa l’8 per cento della popolazione giapponese di 126 milioni di abitanti. Nello specifico sono stati vaccinati 4,65 milioni di operatori sanitari e 5,73 milioni di di cittadini di eta’ superiore a 65 anni. Circa 3,6 milioni di persone hanno gia’ ricevuto il ciclo completo di due dosi di vaccino. Il governo giapponese prevede che le vaccinazioni del personale medico verranno ultimate entro 10 o 20 giorni. L’accelerazione e’ stata resa possibile dall’attivazione degli hub vaccinali nelle grandi citta’ di Osaka e Tokyo, e dal sostegno logistico di aziende come Toyota Motor, che hanno messo a disposizione della campagna vaccinale il loro know-how sviluppato per il “just in time” per la produzione di beni e servizi.

Fonte: Repubblica

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