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I giudici di Verbania che si sono occupati della strage della funivia del Mottarone finiscono sotto accusa. La Procura generale della Cassazione ha comunicato l’azione disciplinare a Luigi Montefusco, presidente del tribunale, e Donatella Banci, giudice che aveva sconfessato la Procura sul fermo dei tre indagati.

144648501 c3f25997 9071 4c11 896b 52d9aa3073be - "Inchiesta Mottarone, gravi scorrettezze": dalla ministra Cartabia le accuse a presidente del tribunale e gip
Marta Cartabia (fotogramma)

Vengono contestate, a vario titolo, “grave inosservanza” delle regole organizzative stabilite dal Csm, mancanza di “correttezza e diligenza” professionale e “gravi scorrettezze” verso gli altri giudici, con conseguente “lesione del principio costituzionale del giudice naturale e danno grave all’immagine dell’ufficio”.

E’ stata la ministra della Giustizia Marta Cartabia a promuovere l’azione disciplinare nei confronti dei magistrati. L’iniziativa è stata assunta prima della pausa estiva dopo il rapporto degli ispettori di via Arenula. Del procedimento si occupa ora la procura generale della Cassazione guidata da Giovanni Salvi.

La vicenda si riferisce all’iniziale esonero dai nuovi fascicoli di un’altra giudice, Elena Ceriotti, all’autoassegnazione del fascicolo sulla funivia da parte della Banci e alla sottrazione del fascicolo alla Banci dopo il suo primo provvedimento, per opera del presidente Montefusco. I due incolpati possono depositare memorie e documenti, indicare testimoni e farsi interrogare. A quel punto la Procura della Cassazione può archiviare o mandarli a processo davanti al Csm.

Al centro della contestazione disciplinare, la violazione delle regole tabellari, cioè delle norme sull’organizzazione degli uffici giudiziari e la distribuzione dei fascicoli ai singoli giudici secondo criteri predeterminati. Violazione che è fonte di responsabilità disciplinare in quanto lesiva del principio costituzionale del giudice precostituito per legge, e che era stata riscontrata anche dal plenum del Csm.

A fine luglio l’assemblea di Palazzo dei Marescialli aveva infatti approvato una delibera con cui, proprio da questo punto di vista, bocciava sia la revoca del fascicolo a Banci disposta da Montefusco sia l’atto con cui in precedenza la magistrata  si era autoassegnata anche l’incidente probatorio

Fonte: Repubblica

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