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ERBIL – Un profugo curdo-iraniano di 25 anni che aveva chiesto asilo politico nel Kurdistan iracheno si è dato fuoco martedì scorso davanti agli uffici di Erbil dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, imitando il gesto disperato di Mohamed Bouazizi, l’ambulante tunisino che nel 2010 aveva dato il via alla Rivoluzione. Behzad Mahmoudi, scrive il sito della tv Rudaw, vive nel Kurdistan da quattro anni. Martedì pomeriggio, davanti a diversi giornalisti, si è versato benzina sul corpo e si è dato fuoco. È stato portato in ospedale in condizioni critiche, con ustioni sul 91 per cento del suo corpo.

All’emittente curda, Mahmoudi ha detto dal letto d’ospedale di aver bisogno dell’aiuto dell’Unhcr perché vive in condizioni molto difficili e non riesce a trovare lavoro. “Devono aiutarmi. Non abbiamo lavoro, non abbiamo soldi e la nostra unica speranza è l’Onu, ma non ci risponde”, ha detto, aggiungendo di aver chiesto aiuto all’Unhcr prima di organizzare la sua protesta, ma senza essere accolto. Un portavoce della missione Onu in Iraq si è detto “scioccato e rattristato” per l’incidente, augurando al giovane a nome delle Nazioni Unite una pronta guarigione”.

Ma in epoca di social network, le immagini dell’auto-immolazione di Mahmoud sono entrate in circolazione molto rapidamente. Molti osservatori sono rimasti indignati dall’idea che i giornalisti abbiano filmato l’uomo che si dava fuoco invece di intervenire per impedirlo. “È come se filmare fosse più importante della vita di qualcuno in questa società moderna”, ha commentato un utente di Twitter.

Il governo regionale del Kurdistan ha espresso dolore per l’incidente, criticando la copertura mediatica. “Condanniamo fermamente quei media che hanno coperto questo incidente con freddezza, ignorando l’etica del giornalismo, la legge e le linee guida del governo regionale”, commenta l’ufficio media del Krg, invitando le autorità a “impedire il ripetersi di tali comportamenti disumani“.

Fonte: Repubblica

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