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GERUSALEMME – Continua a consolidarsi la rete dei rapporti diplomatici tra Israele e i Paesi arabi dall’avvio degli Accordi di Abramo, diventati parte del lessico mediorientale un anno fa con l’annuncio della normalizzazione tra lo Stato ebraico e gli Emirati Arabi Uniti, seguiti poi da Bahrein, Marocco e Sudan. Il ministro degli Esteri Yair Lapid è atterrato oggi a Rabat per la prima visita di Stato, nel corso della quale incontrerà l’omologo Nasser Bourita e inaugurerà la sede diplomatica israeliana, operativa già da diversi mesi.

“Questo è un viaggio storico che riafferma un’amicizia di lunga data e la profonda connessione, fatta di radici e tradizioni, della comunità ebraica in Marocco e della grande comunità di israeliani di origine marocchine”, ha dichiarato Lapid alla partenza. “Ora è il momento di incentivare l’attività politico-economica e continueremo a lavorare per nuovi accordi che portino innovazione e opportunità ai nostri Paesi”. Alla delegazione partecipa anche il ministro del Welfare Meir Cohen, nato in Marocco, il presidente della Commissione esteri e difesa della Knesset Ram Ben Barak (già vicedirettore del Mossad), oltre a funzionari dei ministeri degli Esteri e della Salute.

Il Marocco ha ospitato per secoli una delle comunità ebraiche più fiorenti del mondo arabo. A oggi, circa 4000 ebrei vivono nel Paese nordafricano. Lapid incontrerà esponenti della comunità ebraica di Casablanca in una cerimonia speciale domani. Circa mezzo milione di israeliani hanno origini marocchine, tra cui 150,000 nati in Marocco ed emigrati in Israele nel corso degli anni. L’anno scorso, in un passo considerato propedeutico all’annuncio della normalizzazione, il Marocco ha introdotto lo studio del retaggio ebraico nei testi scolastici delle classi elementari.

Non si tratta della prima visita ufficiale di un ministro israeliano in Marocco: dopo gli Accordi di Oslo, i due Paesi avevano instaurato relazioni diplomatiche, interrotte nel 2000 con lo scoppio della Seconda Intifada. Rapporti turistici, commerciali e nell’ambito della sicurezza si sono mantenuti sottobanco anche nei vent’anni di rottura ufficiali. Centinaia di migliaia di israeliani hanno visitato il Paese con visti speciali concessi per volontà del Re. Il mese scorso sono stati inaugurati i voli diretti da Tel Aviv per Casablanca e Marrakesh.

La ripresa delle relazioni tra Israele e Marocco, come per gli altri Stati arabi, ha per ora tenuto alla prima sfida presentatasi a maggio con il rinnovato conflitto tra Israele e Hamas e le tensioni a Gerusalemme.

Il 20 dicembre scorso, il presidente Trump aveva annunciato la normalizzazione dei rapporti tra Israele e Marocco. La mediazione americana aveva portato in cambio al riconoscimento da parte di Washington della sovranità di Rabat sul Sahara occidentale, territorio conteso con il Fronte Polisario che ne rivendica l’indipendenza. Nei mesi scorsi il Sottosegretario Anthony Blinken aveva confermato all’omologo marocchino la decisione dell’amministrazione Biden di mantenere immutata la decisione dell’amministrazione precedente.

Nei mesi scorsi, Rabat anche ha riaperto la missione diplomatica a Tel Aviv e, secondo fonti del ministero degli esteri israeliano, sono in corso contatti per una visita del ministro Bourita in Israele.

Fonte: Repubblica

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