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LONDRA –  Berretto alla Che Guevara, sfondo rosso, sorriso sulle labbra. Così il Times si chiede: “È Kate Middleton la vera rivoluzionaria della famiglia Reale inglese?”. Secondo il quotidiano di Rupert Murdoch sì, e certo è una frecciata alla cognata Meghan Markle. Perché pure la Duchessa del Sussex si professa rivoluzionaria e lo mette nero su bianco sul sito della sua fondazione Archwell. Ma certo con modi e approcci diversi dalla duchessa di Cambridge, moglie del principe ereditario William (dopo Carlo) e, per il Times, colei che davvero sta cambiando i Windsor e pure un pezzetto di mondo.

L’analisi del quotidiano parte dalla visita che Kate tre settimane fa ha dedicato al memoriale per Sarah Everard, la donna 33enne scomparsa e uccisa a Clapham Common, a sud di Londra. Un caso che ha scioccato l’opinione pubblica britannica scatenando polemiche e critiche sulle condizioni di disagio e terrore che molte donne subiscono quasi quotidianamente anche in una capitale relativamente sicura, rispetto ad altre europee, come quella britannica. Perché il 13 marzo scorso, il giorno della veglia di migliaia di persone per Sarah poi degenerata in un intervento sproporzionato della polizia in nome delle norme anti Covid, Kate era lì, sfidando tutto e tutti: le convenzioni, la sicurezza personale (c’era una scorta minima al seguito e si parlava di rischio terrorismo) e anche gli appelli delle autorità a non assembrarsi intorno al memoriale per la povera vittima.

Ma Kate, mettendo in imbarazzo la stessa polizia di Londra, è voluta andare personalmente a porre un mazzo di fiori per Sarah, venendo pizzicata da un presente che l’ha filmata con il cellulare. Perché anche la duchessa di Cambridge ha vissuto da comune mortale a Londra prima di sposare William, anche lei ha camminato da sola la notte in strada e quindi sapeva perfettamente in quali condizioni la 33enne era stata inghiottita dal buio e dal terrore del suo aguzzino. “In genere”, scrive il quotidiano, “quando un reale fa di testa sua combina sempre qualche pasticcio, vedi Harry e Meghan o il principe Andrea” con la sua catastrofica intervista alla Bbc sullo scandalo Epstein. “Stavolta no, invece”. Perché l’azzardo di Kate è “diventato un trionfo”. “Non ha avuto bisogno di fare scalpore per essere ascoltata”, commenta Penny Junor, una delle più celebri biografi reali inglesi, “in silenzio, Kate ha lasciato il segno, come sempre”.

“Quando Harry e Meghan si sono fatti intervistare da Oprah”, continua Junor, “lo hanno fatto soprattutto per se stessi: tutta l’intervista era incentrata su di loro. Invece, Kate fa un servizio per gli altri, e lei stessa lo ha capito benissimo”. Difatti, Kate è già un po’ una regina, ma di Zoom, dove partecipa a riunioni con ogni rappresentante della società civile per buone cause, con gentilezza e compassione rare, coprendo un gran numero di temi: dalle oppressioni in Uganda alla diffusione dei vaccini anti Covid nel Regno Unito, dalla salute mentale al progetto fotografico che ha curato per la National Portrait Gallery con i ritratti del Paese e dei britannici durante la devastazione del coronavirus nei mesi scorsi. Oppure il caso di Jasmine Harrison, la 31enne prima donna ad attraversare l’Atlantico da sola, alla quale Kate non ha dedicato il solito breve messaggio di auguri ma le ha dedicato una decina di minuti, con un accorato discorso. 

Ma la domanda che si pone il Times è: Kate rimarrà sempre questa, ossia una duchessa estremamente coraggiosa nonostante la sua solo apparente discrezione? Oppure, una volta che suo marito William diventerà re, dovrà silenziarsi anche lei? Secondo Junor, ciò non succederà e Kate, nonostante il ruolo ancora più influente che la aspetta, avrebbe una qualità in più: e cioè ha capito, dall’esperienza di Diana, che non le conviene “oscurare” platealmente il marito, pur continuando nel suo attivismo, e poi “non vuol essere una celebrità”. Per questo, Kate continuerà a essere sempre se stessa e forse oggi la vera rivoluzionaria dei reali inglesi. 

Fonte: Repubblica

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