Condividi:
221506779 25bb1c12 6cb4 42a9 862c c01602d82a1b - La folle fuga del rapper: nel Wisconsin è strage alla parata di Natale

NEW YORK – «Rapper/cantautore/produttore/sballato/filosofo nato e cresciuto a Milwaukee. The next big thing del Midwest». Si raccontava così su Twitter Darrell “Jay” Brooks Jr., 39 anni, noto nell’ambiente come MathBoi Fly, l’afroamericano che domenica pomeriggio, a bordo di una Ford Escape rossa ha travolto la parata natalizia di Waukesha, Wisconsin: uccidendo 5 persone, (un numero, purtroppo, che rischia di aumentare) e ferendone 48, compresi 16 bambini. Altro che musica. “The next big thing”, la grande novità del rapper che si descriveva come «il migliore sulla scena underground cittadina, cresciuto in strada e redento dall’arte» sul suo canale YouTube, è la strage insensata compiuta mentre la Waukesha South High School Marching Band suonava Jingle Bells, quasi certamente perché, appunto, “sballato” (gli esami tossicologici sono in corso).

Un massacro compiuto per caso: scappando dal Frame Park, un parco vicino al luogo della tragedia dove, secondo le prime ricostruzioni, era finito coinvolto in una rissa in cui erano stati tirati fuori i coltelli. La polizia, chiamata da alcuni passanti, non aveva trovato nessuno. Ma un minuto dopo era scattato un allarme di ben altra natura: un Suv aveva attraversato a tutta velocità le barriere stradali, piombando sulla via principale della Waukesha. Cittadina di 60mila abitanti, sobborgo di quella Milwaukee un tempo set della serie di culto Happy Days, dove ormai “i giorni felici” sono passati da un pezzo: il tasso di disoccupazione è al 7,4 per cento, il reddito medio è 19.636 dollari e nei primi 9 mesi dell’anno c’è stato il numero record di 600 morti per overdose. 

Le indagini sono in corso, ma secondo fonti della polizia citate da Cnn, terrorismo e politica non c’entrano. Sebbene Brooks ne avesse scritto più volte su Twitter, il massacro non sarebbe collegato al verdetto con cui venerdì a Kenosha – un’ora di strada da lì – il diciottenne miliziano bianco Klyle Rittenhouse è stato assolto dall’accusa di omicidio preterintenzionale per aver ucciso, un anno fa, due manifestanti che partecipavano a una protesta di Black Lives Matter. Il rapper avrebbe incrociato per sbaglio il percorso della parata: in fuga probabilmente per non essere arrestato di nuovo, giacché aveva la fedina penale piena di reati minori (dal possesso di marijuana a quello di armi, passando per resistenza alla polizia e maltrattamenti domestici). Ed era uscito di prigione solo tre giorni fa, pagando una cauzione di 1000 dollari appena, proprio per aver investito intenzionalmente una donna in un parcheggio dopo un litigio. 

Non ha esitato neanche domenica sera: quando si è trovato la Main Street occupata dalla folla. Ha accennato una frenata forse per istinto, risparmiando le persone al margine più esterno della fila. Poi ha subito accelerato, travolgendo chiunque gli si trovasse davanti: compreso un bimbo di tre anni, la vittima più giovane ora in ospedale. «Ho salvato mio figlio per un soffio. Il piccino accanto a lui è stato travolto», ripete sconvolto Michael Hurst, testimone oculare, mandato a loop da tutte le tv «Ha investito chiunque era ai margini della parata per un intero isolato». Secondo le ricostruzioni – ancora da verificare – sull’auto ci sarebbero state altre due persone attualmente ricercate. La Ford è stata abbandonata poco dopo la strage. Ma Brooks ha lasciato all’interno i suoi documenti ed è stato rintracciato proprio all’indirizzo riportato sulla patente. Accusato di 5 omicidi, ora la sua next big thing sarà una vita in prigione.

Fonte: Repubblica

Condividi:

Di

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Su questo sito Web utilizziamo strumenti di prima o di terzi che memorizzano piccoli file (cookie) sul dispositivo. I cookie vengono normalmente utilizzati per consentire al sito di funzionare correttamente (cookie tecnici), per generare report di navigazione (cookie statistici) e per pubblicizzare adeguatamente i nostri servizi /prodotti (cookie di profilazione). Possiamo utilizzare direttamente i cookie tecnici, ma hai il diritto di scegliere se abilitare o meno i cookie statistici e di profilazione. Abilitando questi cookie, ci aiuti a offrirti un’esperienza migliore. Cookie policy