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È la fine degli stereotipi di genere per i mattoncini colorati della Lego. L’azienda danese, tra i più grandi produttori di giocattoli al mondo, ha annunciato che sulle sue confezioni e sullo shop online bambini e genitori non troveranno più la classica etichetta “prodotto per bambini” o “per bambine” e i giochi verranno divisi per temi che rimandano alle passioni di ognuno di noi. Un modo per garantire a tutti la possibilità “di poter costruire qualsiasi cosa gli piaccia, indipendentemente dall’identità di genere, giocando in un modo che aiuti a sviluppare e realizzare il talento unico”.

La nuova linea è stata annunciata in occasione della Giornata internazionale delle bambine e delle ragazze, istituita nel 2011 dalle Nazioni Unite, insieme ai risultati di una ricerca condotta dal Geena Davis Institute commissionata dal gruppo Lego e riportata dal quotidiano inglese Guardian. I sondaggi condotti su circa 7mila genitori e i loro figli di età compresa tra i 6 e i 14 anni in Cina, Repubblica Ceca, Giappone, Polonia, Russia, Regno Unito e Stati Uniti dimostrano che mentre le bambine sono sicure di sé e pronte a giocare con i set di mattoncini pensati per maschi, il 71% dei bambini intervistati ha confessato di aver paura di essere presi in giro se avessero utilizzato “giocattoli per ragazze”. Paure condivise dai genitori secondo l’istituto fondato nel 2004 dall’attivista e attrice premio Oscar Geena Davis. Ancora una volta, infatti, sono le bambine a essere più aperte a diversi tipi di giochi rispetto a ciò che i loro genitori e la società le incoraggiano a fare. Ad esempio, l’82% delle ragazze crede che sia giusto che giochino a calcio e che i bambini si esercitino a ballare.

“I benefici del gioco creativo sono avvertiti da tutti i bambini, eppure continuiamo a sperimentare stereotipi secolari che etichettano le attività come adatte solo a un genere specifico”, ha detto la Ceo del gruppo Lego Julia Goldin nel comunicato stampa della ricerca. Stereotipi che influenzano anche il modo in cui i genitori guardano al futuro dei propri figli. L’89% di loro, contro solo l’11%, associa la professione di ingegnere a un uomo piuttosto che a una donna, impressione poi condivisa dai bambini.

“Stiamo lavorando duramente per rendere Lego più inclusivo”, ha affermato Goldin. E, in effetti, dall’inizio dell’anno l’Istituto di ricerca e l’azienda di giocattoli lavorano insieme per “affrontare i pregiudizi di genere e gli stereotipi dannosi”. A maggio, un arcobaleno di mattoncini colorati è stato introdotto nel mercato: Un set di 11 personaggi coloratissimi e senza un genere specifico, tranne per quello viola – “un chiaro cenno a tutte le favolose drag queen là fuori”, aveva detto il designer Matthew Ashton – per omaggiare la comunità Lgbtq+.

L’azienda danese non è l’unica a cercare di rendere l’industria dei giocattoli più inclusiva. Nel Regno Unito la campagna Let Toys Be Toys – “Lascia che i giochi siano giochi” – è stata lanciata nel 2012 per incentivare le aziende a creare prodotti che includano entrambi i sessi, in modo che nessuno pensi di giocare con il giocattolo sbagliato. I progressi sono ancora lenti, ma il mandato della Lego adesso è quello di promuovere i set di mattoncini per tutti “e incoraggiare i ragazzi e le ragazze che vogliono giocare con set che tradizionalmente erano visti come ‘non adatti a loro'”. Facendosi guidare da passioni e idee nella scelta del set di mattoncini giusto e non dalle tradizionali etichette sulla scatola.

Fonte: Repubblica

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