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221346804 0c5d9133 0bc0 428d b481 865d781d70f2 - La madre fu uccisa dall’ex, la bambina adottata dai nonni

UDINE – Lei li chiamava già papà e mamma. Ma i suoi nonni, che l’hanno cresciuta dopo la morte della madre, accoltellata a morte dal padre, non si sentivano sicuri. E volevano qualcosa di più di un affido provvisorio. La bambina andava protetta perché l’assassino un giorno sarebbe potuto tornare o accampare pretese sulla figlia. Così, non appena la condanna a 25 anni, 5 mesi e 15 giorni di reclusione inflitta a Vincenzo Manduca, oggi 35enne, di Santa Sofia di Forlì, dove lavorava come macellaio, è diventata definitiva, hanno presentato domanda di adozione della nipote. La risposta del tribunale dei minori di Trieste è arrivata nei giorni scorsi, coronando un percorso emotivo e giudiziario non meno doloroso di quello vissuto dopo la perdita della loro Lisa, strappata alla vita a 22 anni, il 7 dicembre 2012, sull’uscio di casa, a Villaorba di Basiliano (Udine), dalla ferocia dell’ex compagno. All’origine delle frequenti liti che avevano anticipato il delitto c’era quasi sempre la figlioletta che dopo la separazione lui chiedeva insistentemente di vedere.

“Con la sentenza abbiamo raggiunto il gradino più alto di una scala in salita – dice Mariella Zanier –  al termine della quale cercavamo un segnale per noi, che senza questa creatura non so proprio come avremmo potuto superare la perdita di nostra figlia, e un punto fermo per lei, che ora conduce una vita familiare tranquilla e ci considera il suo scudo”. Nella fase istruttoria, era stata la stessa nipote a paragonare l’adozione a “un tassello del puzzle che torna al suo posto”. L’unico a manifestare contrarietà era stato Manduca, cui nel frattempo era stata tolta la responsabilità genitoriale e che non ha versato un solo centesimo dei 200 mila euro di risarcimento dovuti a titolo di provvisionale. Nei suoi confronti la famiglia di Lisa, assistita dagli avvocati Enrica Lucchin e Valentino Tornaboni, nutre solo indifferenza. “Non lo odio – dice Zanier – . Farlo, mi sottrarrebbe energie che invece servono per crescere mia nipote. La bambina non chiede mai del papà. Sa che “quel signore”, come lo definisce, è in prigione perché ha fatto del male alla sua mamma. Quello che non sa, e che è il mio rammarico più grande – conclude – , è che nessuno ha fatto niente per proteggerla, nonostante le denunce di stalking”.

Fonte: Repubblica

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