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224238431 3b10884e 1771 4c01 a87d 75628572b78c - "La Maestà sofferente, il mio inno all’universo femminile"

Avevo 28 anni quando diedi forma ai miei pensieri sulla Donna con un oggetto-poltrona. Non lo feci con dei mezzi tradizionali come uno scritto, un articolo, una conferenza, una pittura, o altra espressione artistica prevedibile. Decisi di parlare del grave problema sociale che affligge metà della popolazione del mondo con un oggetto utile che proposi a un’illuminata industria italiana.

La produzione e la vendita cominciò 51 anni fa e così il messaggio politico che questo oggetto veicolava iniziò a esprimersi nelle case del mondo: un corpo di donna legato da una catena a una palla. L’immagine del prigioniero che trascina una sfera metallica attaccata al suo piede e che ne impedisce la libertà e minaccia la sua esistenza.

In realtà già da allora pensavo che il nostro tempo possiede caratteristiche femminili. Esso è liquido come i suoi valori instabili e come la pluralità della natura femminile in contrapposto alla rigidità del comportamento maschile.

Anni fa affermavo in un manifesto che la crisi del mondo che circola da tempo è dovuta alla “stanchezza“ dell’uomo e che solo l’impiego della donna nella gestione del mondo potrà sanare.

Purtroppo, dopo 51 anni, la donna è ancora perseguitata in molti Paesi. In altri è trattata come essere inferiore e, salvo qualche esempio, non le è riconosciuta la libertà di cui dispone l’uomo. Ahimè le “frecce” che riceve ogni giorno non sono “spilli”, ma martelli, lame, acidi, pietre, o proiettili per farle grave violenza. Tutto questo non solo in Paesi del terzo mondo, ma anche in quelli più evoluti e, con grande dispiacere, anche in Italia.

Quanto precede sono le ragioni che hanno creato il mio lavoro di mezzo secolo fa e della moltiplicata dimensione esposta a Milano due anni fa e ora a Ferrara per volere dell’intelligenza di Vittorio Sgarbi e dell’ amministrazione locale.
Ho sentito che non tutti sono d’accordo con la mia rappresentazione del grave problema. Quel che conta sta nel parlarne, non solo per criticarmi, ma per agire in ogni possibile modo per evitare una delle più gravi vergogne del mondo contemporaneo.

Fonte: Repubblica

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