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192023001 31907e04 f2eb 4245 a58d 7d298044b349 - La rinascita di Giulia: “Ferita da quel video, adesso voglio riprendermi la vita”

“Mi riprenderò tutto quello che mi è stato tolto”. Giulia lo dice a testa alta, per la prima volta dopo anni di frustrazione, di paura, di vergogna. Se è ancora impossibile buttarsi alle spalle il tormento per le immagini diffuse sui social mentre faceva sesso col suo ex ragazzo nel parcheggio del centro commerciale “La Torre”, di certo non lo è la voglia di rinascere.

E Giulia dopo 5 anni, finalmente, è pronta per iniziare una nuova vita. Anzi, un gran passo l’ha già compiuto. Ha lottato contro se stessa per perdere i primi 30 chili e affronta con fiducia la sfida di dover alleggerire il suo fisico di almeno altri 70.

È risoluta come non mai davanti alla porta dell’aula della quarta sezione penale dove sono sotto processo i responsabili che hanno messo in rete l’intimità di due ragazzi: Vincenza Palazzolo, addetta all’antincendio, Tommaso Brunetti, il direttore del centro commerciale, Filippo Stuto, che ha pubblicato su Facebook il video. Giulia e i suoi genitori si sono costituiti parte civile. È appena terminata una delle udienze più dolorose, quella in cui la psicoterapeuta Antonella Leone ha spiegato al tribunale gli effetti devastanti sulla psiche di Giulia dopo la diffusione sul web del video in cui la giovane, nel gennaio del 2015, si era appartata col suo fidanzato nel posteggio coperto del centro “La Torre”. A riprendere col suo cellulare quelle immagini immortalate dal sistema di videosorveglianza del centro commerciale è stata Vincenza Palazzolo. Sempre quella donna, mentre riprendeva il video, ha offeso Giulia per il suo fisico e poi ha pubblicato i frame su un gruppo WhatsApp. Infine, uno dei suoi amici, Filippo Stuto, ha diffuso su Facebook le riprese. Una goliardata sulla quale nessuno ha riflettuto. Giulia, nel 2015, aveva 17 anni. La sua vita è stata distrutta, insieme a quella dei suoi genitori.

“La mia paziente ha un disturbo affettivo da attacco di panico. Ha paura di uscire perché teme di restare intrappolata in situazioni imbarazzanti dalle quali non saprebbe come scappare”, spiega la psicologa e psicoterapeuta Antonella Leone.

Tachicardia, soffocamento, vertigini, tremore, una sensazione di morte imminente. Sono tutti i sintomi che perseguitano Giulia da anni. “Ho dovuto cambiare città, rifugiarmi dove spero nessuno mi conosca come la protagonista di quel video visto da migliaia di persone. Ho lasciato la scuola, i pochi amici, mi sono allontanata dai miei genitori. Ma adesso voglio riprendere in mano la mia vita – racconta Giulia – e sono partita proprio dal fisico. Da quello che la gente vede, o meglio da quello che la gente vuol vedere. La mia anima è stata calpestata. Nessuno ha pensato al male che mi avrebbe provocato. Devo a me stessa questa rinascita”.

In aula la specialista, che è stata nominata dal difensore di Giulia, l’avvocato Marco Portera, ha aggiunto: “La mia paziente intraprenderà presto un percorso di sostegno psicologico, poi ci sarà un partenariato con uno psichiatra per la terapia farmacologica”. Giulia ha pianto in aula. Suo padre, come spesso accade ad ogni udienza, è andato via. “Aspetto la sentenza e spero che il processo finisca al più presto. Mi sono operata per ridurre lo stomaco. Sono in una nuova fase anche se riascoltare tutto ogni volta mi fa rivivere l’incubo”, dice lei al termine del processo.

Giulia è stata bersaglio di flaming: messaggi violenti online e volgari, mirati a suscitare battaglie verbali nei forum. Così ha ricostruito nella sua relazione la psicoterpeuta. È stata continuamente denigrata via email e sui social network. È ancora così? “Sì, purtroppo. Ogni volta che esce un articolo sulla mia vicenda ricominciano gli insulti. Mi fa sempre male ma adesso mi sento una donna più forte. E spero che la mia esperienza possa essere d’aiuto a chi come me soffre per atti di bullismo”.

Fonte: Repubblica

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