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Mustafa Duale ha riportato acqua e cibo ai suoi 450 cammelli nel Somaliland che ora non hanno più bisogno di migrare in Etiopia per sopravvivere. La storia di questo miracolo nel 55esimo Stato del continente africano, indipendente dalla Somalia dal 1991 e mai riconosciuto dalla comunità internazionale, la racconta il Financial Times.

Duale è un ingegnere idraulico e commerciante di bestiame che è riuscito a creare un ecosistema in uno dei posti più aridi del mondo. Con l’aiuto di connazionali della diaspora africana costretti ad abbandonare il Paese, ha realizzato una riserva d’acqua di 45 mila metri cubi e un sistema di irrigazione a goccia, che da 4 anni ha reso più facile la vita ai cammelli e di conseguenza ai 600 abitanti di Qoolcadey, villaggio a 60 chilometri dalla capitale Hargeisa.

“Ora i cammelli non devono più camminare giorni. Hanno acqua e cibo proprio qui”, ha raccontato al Ft. “Prima quest’area era così. Se non costruiamo noi le riserve, la desertificazione avanza”, spiega, indicando l’orizzonte nudo, bruciato dal sole.

093657934 e6eb9448 55a3 4ef8 8061 b0de9e1da7fe - La storia degli imprenditori che hanno riportato l'acqua nel deserto del Somaliland, dove ora i cammelli possono pascolare
(afp)

Lo Stato in cui versa questa piccola e caparbia nazione africana con 3,5 milioni di abitanti, protettorato britannico fino al 1960, è uno dei numerosi e drammatici esempi degli effetti del cambiamento climatico. Non inquina ma paga salato il prezzo dell’inquinamento. Tra il 2007 e il 2017 il Somaliland ha avuto 11 periodi di siccità. Prima la siccità arrivava ogni 10-15 anni. Le stagioni delle piogge oggi sono praticamente scomparse: ogni anno cadono 150 mm di acqua, scrive il Ft. Nelle zone rurali si vive di allevamento e pastorizia, attività che ora sono ridotte al minimo, con i giovani che scappano verso le città o emigrano per disperazione.

I soldi destinati all’ambiente scarseggiano a causa del suo status di nazione non riconosciuta che non le consente di accedere agevolmente ai fondi internazionali e all’assistenza umanitaria. Una strada tutta in salita che l’ingegnere Duale ha percorso, con successo, grazie a due imprenditori della diaspora, racconta il Ft, che hanno fatto della loro fuga dal Somaliland una risorsa preziosa per il Paese e la sua gente.

Ismail Ahmed è fuggito 30 anni fa per scappare dalla guerra civile.  Da quando mise piede nel Regno Unito, un solo obiettivo lo motivava: rendere il più facile possibile agli immigrati mandare i soldi a casa. Oggi la sua compagnia, WorldRemit, creata 8 anni fa, ha più di 800mila clienti in 50 Paesi, che mandano i soldi a più di 2,7 milioni di persone nel mondo. L’invio è più facile che con Western Union o MoneyGram. Ha realizzato il suo sogno con il premio da 200 mila sterline ricevuto dopo aver denunciato la corruzione in un programma di rimesse delle Nazioni Unite. Nel prossimo decennio Ahmed investirà 500 milioni di sterline nelle infrastrutture del Somaliland, inclusi i progetti per le riserve di acqua.

Ibrahim Mohamed è un ingegnere fuggito in Canada e tornato nel suo Paese nel 2014 per sviluppare l’agricoltura. Tacabso è la sua piattaforma di e-commerce. Mohamed ha investito 120 mila dollari nel progetto di Duale e ha convinto l’agenzia Usa per lo Sviluppo internazionale, Usaid, a donare ulteriori 40 mila dollari.

Duale e Mohamed stanno mettendo a punto il progetto di un altro serbatoio di acqua, quattro volte più grande, dal costo di 500 mila dollari. “Camminavamo spesso per giorni per prendere l’acqua – racconta al Ft il pastore Khadra Abdi – Ora abbiamo erba e acqua proprio qui. Perdevamo molti capi di bestiame durante la siccità: senza acqua la vita cessa di esistere. Il serbatoio ha cambiato completamente le nostre vite. Ora possiamo concentrarci sulla coltivazione del cibo piuttosto che sulla ricerca dell’acqua”.

Fonte: Repubblica

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