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“Ci è crollato il mondo addosso. La nostra vita è finita”. Salvatore è il papà di Luca Attanasio ed è un uomo inconsolabile. Lo aveva sentito domenica, un giorno prima di quella maledetta missione con il World Food Programme, che lo avrebbe portato alla morte su una strada in guerra, senza auto blindata né scorta. “La strada era sicura”, ha detto l’agenzia Onu.

Il signor Attanasio ricorda il figlio in un’intervista all’Ansa, usando parole che oggi sono rimbalzate dall’Italia al Congo mettendo tutti d’accordo: il nostro ambasciatore nella Repubblica democratica del Congo, ucciso da un commando armato nell’Est congolese, era proprio una brava persona. “Ha fatto del bene a tutti. Domenica non era preoccupato. Ci ha spiegato la missione e gli obiettivi. Era una persona onesta”.

Dopo lo shock, oggi è stata la giornata del dolore, dei ricordi. E delle domande. Il corpo di Attanasio e di Vittorio Iacovacci, la sua guardia del corpo, sono partiti ieri da Goma a bordo di un velivolo dell’Aeronautica militare, per essere riportati a casa. A salutare l’amico Luca c’era anche Dario Tedesco, vulcanologo dell’università di Napoli, qui per studiare il vulcano Nyiragongo. “Riusciva a parlare con tutti – ha detto alla Reuters – Credeva in quello che faceva”. A Kinshasa il presidente Antoine Tshilombo Tshisekedi si è recato a far visita a Zakia Seddiki, la vedova di Attanasio, che rimane sola con tre bambine, orgoglio del papà.

L’aereo è arrivato ieri in tarda serata a Ciampino, accolto dal presidente del Consiglio Mario Draghi, e dal capo della Farnesina, Luigi di Maio. Doveva esserci anche Sergio Mattarella, ma un problema di salute lo ha costretto ad annullare. L’agguato di Kibumba oggi sarà portato in Parlamento da Di Maio per un’informativa urgente, mentre al policlinico Gemelli verranno eseguite le autopsie sui due corpi. Un inviato della presidenza della Rdc è arrivato ieri a Roma per consegnare una lettera personale del presidente a Draghi.

Sui fatti di Virunga stanno indagando i pm di Roma, Sergio Colaiocco e Alberto Pioletti: sequestro di persona con finalità di terrorismo. Mentre una squadra dei carabinieri del Ros è già a Goma per raccogliere prove. Da quanto trapelato, le loro indagini punteranno anche sulle armi dei ranger del Virunga: sono stati loro, con l’esercito congolese, a intervenire non appena sentiti gli spari.

Rocco Leone era il terzo italiano del convoglio. Il vice direttore del Pam in Congo è stato rapito dai banditi, salvo poi essere rilasciato insieme ai tre funzionari del Wfp, illeso grazie all’intervento militare. Il testimone prezioso per la Procura si troverebbe ancora a Goma.

In un’area battuta da 122 gruppi armati, la ricerca dei responsabili della morte di Attanasio, Iacovacci e del loro autista Mustapha Milambo, sarà un’impresa non proprio facile. Lascia sorpresi la dichiarazione del ministro dell’Interno congolese che, a meno di 24 ore dall’agguato, ha individuato nelle milizie Fldr (forze democratiche per la liberazione del Ruanda) gli autori del massacro.

Il portavoce di Fldr ha smentito il coinvolgimento, e chiesto un’indagine indipendente: “Le responsabilità di questo ignobile assassinio è da ricercare nei ranghi di questi due eserciti (congolese e ruandese, ndr) e i loro sponsor che hanno stretto un’alleanza contro natura per prolungare all’infinito il saccheggio dell’Est della Rdc”.

Fonte: Repubblica

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