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Probabile riconoscimento, ai fini del Gren Pass, dei vaccini non autorizzati dall’Unione europea, mentre San Marino annuncia “un accordo con l’Italia su una deroga per i vaccinati con Sputnik fino al 31 dicembre”. Alla vigilia dell’entrata in vigore del certificato verde per tutto il mondo del lavoro, due novità potrebbero entrare in vigore presto.

Sul riconoscimento ai fini dell’ottenimento del Green Pass dei vaccini non autorizzati, come quello cinese o russo, “credo ci sarà un’evoluzione favorevole.  E’ in corso di valutazione e penso sarà valutata con favore l’idea di una reciprocità tra Stati, che è importante, anche in un’ottica di politica estera e non solo vaccinale”: lo ha spiegato Nicola Magrini, direttore generale dell’Agenzia italiana del Farmaco (Aifa), a margine del congresso della Società italiana Farmacia Ospedaliera (Sifo) che si è aperto oggi a Roma. Iniziativa, questa, che faciliterebbe l’ingresso nel nostro territorio di lavoratori (come gli autisti di tir) i che si sono immunizzati all’estero con farmaci non ancora riconosciuti dalle nostre autorità sanitarie.

Mentre San Marino attende l’ufficialità dell’estensione, fino a fine anno, della proroga che esenta i cittadini sammarinesi ad esibire il Green Pass in Italia. Di “accordo vicino” parla il segretario di Stato alla Sanità Roberto Ciavatta, anche se a dire una parola definitiva dovrà essere il governo italiano. “Stiamo ancora facendo delle valutazioni” spiega una fonte del nostro ministero della Sanità, e una decisione dovrebbe essere presa nelle prossime ore. 

Green Pass, le nuove regole per i lavoratori del settore pubblico, privato e liberi professionisti

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Ad oggi però la data di scadenza rimane quella del 15 ottobre, lo stesso giorno in cui il Green Pass diventa obbligatorio sui posti di lavoro in Italia. Il problema, di riconoscere o meno il certificato vaccinale sammarinese come certificazione verde assimilata a quella italiana dipende dal fatto che la maggior parte dei vaccinati sammarinesi sono stati immunizzati con lo Sputnik russo, non ancora riconosciuto dalle autorità sanitarie europee.

All’inizio della campagna vaccinale in Europa, quando le dosi distribuite dei farmaci certificati Ema, non riuscivano a soddisfare l’intera richiesta da parte degli Stati, San Marino aveva subito notevoli ritardi nonostante l’accordo con l’Italia da cui attendeva le forniture di Pfizer. La preoccupante situazione sanitaria, che dall’inizio della pandemia nel 2020 ha visto 5.470 persone contagiate e 91 decessi, aveva spinto le autorità governative sammarinesi a un accordo con il Fondo Internazionale Russo che commercializza lo Sputnik per vaccinare quasi la totalità dei cittadini. Ad oggi il totale delle vaccinazioni effettuate secondo i dati dell’Iss è di 47.382 di cui 22.765 persone vaccinate con la prima dose e 24.617 con la seconda dose o con la dose unica. Ha completato il ciclo di immunizzazione il 81,50 % della popolazione vaccinabile. Circa 4000 sono state le dosi vaccinali Pfizer, per la maggior parte giovani tra i 12 e i 18 anni, over 85 e categorie a rischio.

Per tutti vaccinati Pfizer a San Marino non vi sarà alcun problema di certificazione verde. Per quanto riguarda i lavoratori frontalieri, pochissimi quelli vaccinati a San Marino, perlopiù personale sanitario immunizzato fin da subito con dosi di Sputnik, è invece attesa come in Italia la terza dose.

Fonte: Repubblica

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