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L’Agenzia europea per i medicinali (Ema) ha approvato il vaccino di Pfizer per i bambini tra 5 e 11 anni. La dose sarà ridotta a un terzo rispetto a quella degli adulti: 10 microgrammi anziché 30. Servirà un richiamo dopo 3 settimane. In Italia i bambini in questa fascia d’età sono circa 4 milioni. I prossimi passaggi sono l’approvazione da parte della Commissione Europea, previsto per venerd’, e quello dell’Agenzia Italiana del Farmaco. L’Aifa ha fatto sapere che si riunirà da mercoledì 1° dicembre al 3 dicembre per discutere del vaccino per i bambini.

Le prime fiale per l’età pediatrica dovrebbero arrivare nei paesi dell’Unione Europea, che hanno fatto un acquisto congiunto, a partire dal 20 dicembre. La Francia e la Germania hanno già annunciato che non si partirà con le iniezioni prima del 2022. Gli Stati Uniti hanno già iniziato la campagna vaccinale fra 5 e 11 anni il 2 novembre, immunizzando finora 3 milioni di bambini. Israele e il Canada sono partiti all’inizio di questa settimana.

L’approvazione dell’Ema si basa su un test condotto da Pfizer su 2mila bambini, che hanno ricevuto in parte il vaccino, in parte il placebo. Confrontando i contagi nei due gruppi, si è osservato che il vaccino ha un’efficacia del 90,7% nel prevenire le infezioni sintomatiche. Il risultato è paragonabile a quello ottenuto nella fascia 16-25 anni con la dose da adulti, 30 microgrammi. Gli effetti collaterali sono stati simili a quelli delle persone sopra ai 12 anni: dolore nel punto dell’iniezione, stanchezza, mal di testa, brividi per uno o due giorni.

L’approvazione dell’Ema arriva in un momento in cui l’Europa è in crisi per il Covid. Nel nostro continente si contano la metà circa dei contagi e delle vittime nel mondo. In Germania e Olanda i bambini sono attualmente i più colpiti dalle infezioni. In Italia i minorenni rappresentano un quarto di tutti i contagi. La presidente della Società Italiana di Pediatria, Annamaria Staiano, ha ripetuto che la sua categoria è pronta a somministrare i vaccini ai bambini: “Nelle ultime settimane stanno aumentando i contagi tra gli under 10, anche con malattia grave e qualche caso finito in terapia intensiva”.

Per Andrea Crisanti, microbiologo dell’università di Padova, il test condotto da Pfizer e BioNTech sui 2mila bambini è troppo piccolo. “Non è sufficiente per dare un’idea chiara sui rischi e sui benefici”. E’ normale in realtà che i trial sui bambini abbiano numeri più piccoli rispetto agli adulti e la dimensione del campione anche questa volta è stata concordata con le agenzie regolatorie. Staiano ribadisce però che la situazione attuale della pandemia non è rosea: “Questo aumento dell’incidenza fra i più piccoli deve essere un campanello d’allarme per vaccinare i bambini. E’ vero che nella maggior parte dei casi il virus si manifesta con forme lievi, ma non si possono escludere quelle severe”.

Durante la pandemia “in Italia abbiamo registrato 36 decessi in età pediatrica e quasi 300 casi di sindrome infiammatoria multisistemica” aggiunge Staiano. “Per questo lancio un appello ai genitori: quando avremo le dosi di vaccino, non indugiate e portate i vostri figli a vaccinarsi. Tuteliamoli e aiuteremo così anche i bambini fragili”.
 

Fonte: Repubblica

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