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ADDIS ABEBA – L’esercito federale ha lanciato un’offensiva di terra contro i ribelli del Tigray, secondo quanto sostiene su Twitter Getachew Reda, il portavoce del Fronte popolare di liberazione del Tigray (Tplf). Addis Abeba non ha risposto né commentato. “Nella mattina di oggi 11 ottobre, l’esercito federale etiope, con il supporto delle forze di Amhara, ha lanciato un’offensiva su tutti i fronti”, scrive Reda nella dichiarazione di due pagine titolata “Dichiarazione stampa sull’offensiva ‘finalè di Abiy alla gente del Tigray”.

“E’ iniziata ufficialmente l’offensiva minacciata da Abiy Ahmed per reinvadere il Tigray” scrive. Il funzionario tigrino sottolinea a più riprese l’appello inascoltato della comunità internazionale e del governo del Tigray per una risoluzione pacifica del conflitto iniziato a novembre. La volontà tigrina di porre fine al conflitto è sempre stata condizionata a determinate istanze, considerate “inaccettabili” da parte di Addis Abeba, come l’indipendenza della regione. I toni su Twitter da ambo le parti sono sempre stati bellicosi. Abiy ha catalogato i funzionari tigrini come “terroristi” attaccandoli con l’aiuto delle forze Amhara e dell’Eritrea, e il governo tigrino ha invaso le due regioni confinanti di Amhara e Afar.

Secondo il Tplf, stando alle parole di Reda, Abiy a giugno si sarebbe ritirato solo temporaneamente dal Tigray per rafforzarsi, moltiplicarsi e acquisire ulteriori armamenti per “l’offensiva finale”.  Da giugno l’esercito tigrino si è ripreso gran parte del territorio tranne la parte occidentale del Tigray, ancora in mano ai federali.

I tigrini chiedo che tutte le forze militari presenti, incluse quelle straniere, si ritirino dal Tigray: Si appellano alla comunità internazionale perché intervenga con sanzioni e misure punitive, “non solo con chiacchiere”. “Siccome Addis Abeba ci vuole mettere in ginocchio, noi siamo pronti a difenderci – scrive Reda – contro le forze genocidiarie, finché non rientrino in sé scegliendo un percorso di pace”

Il Tigray è in conflitto con il governo federale dallo scorso novembre, quando il primo ministro etiope aveva inviato l’esercito nella regione per rimuovere le autorità locali, accusate di organizzare attacchi contro postazioni militari governative.

Le ostilità si erano interrotte per alcuni mesi, dopo che, a fine giugno, i ribelli avevano recuperato il controllo della regione e le forze del governo si erano ritirate. I combattimenti si sono successivamente estesi alle regioni confinanti di Afar e Amhara.

Fonte: Repubblica

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