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195354180 96b5d640 a925 4d4e aeb6 651bfd70b2c5 - L'infettivologo Matteo Bassetti: "I vaccini contro il Covid funzionano tutti e dobbiamo avere il coraggio di riaprire"

«Astrazeneca, Moderna, Johnson & Johnson, Pfizer: basta coi blocchi, i dubbi, le speculazioni commerciali. I vaccini contro il Covid funzionano tutti allo stesso modo. E al 100%. Perché l’obiettivo è ridurre il numero dei morti, delle persone gravi in ospedale. A me interessa che la gente non prenda più la polmonite, non vada in rianimazione o chiuda gli occhi per sempre. Se dopo la dose ci sarà qualche raro caso di positività, pazienza: due o tre linee di febbre saranno sopportabili. Le trombosi, dicono: ma parliamo di un episodio su di un milione, lo sapevate che il rischio con la pillola anticoncezionale è mille volte più alto? Non ci sono farmaci senza effetti collaterali. Questa è una guerra: vogliamo vincerla o no?». Matteo Bassetti, direttore della clinica di malattie infettive del San Martino. Una chiacchierata con uno dei virologi italiani più noti, in questi giorni così confusi ed inquieti. Per fare il punto sulla pandemìa nel nostro Paese, vincere le recenti incertezze, sperare in un futuro migliore. E parlare un po’ del ‘personaggio’ Bassetti. E di Ursula Van der Leyen, Davide Ballardini, Joe Biden, Giovanni Toti, Boris Johnson, Simona Ventura, Ferruccio Sansa.
 

Oggi 380 morti in Italia, 16.974 nuovi casi.
«Il picco della terza ondata è superato, scendiamo piano. Il numero delle persone a rischio si è fortemente abbassato: purtroppo molte nel frattempo sono decedute, ma le altre ora sono quasi tutte vaccinate. Nei primi mesi dell’anno da noi non è stato più ricoverato nessuno delle Rsa: è il risultato delle dosi distribuite in quelle strutture tra dicembre e gennaio».
Però anche la Van der Leyen ha espresso perplessità su alcuni vaccini.
«Ha detto una cosa gravissima per un commissario europeo, sostenendo che dobbiamo puntare sui vaccini mRMA (Pfizer, Moderna): rischia di affossare quelli su cui abbiamo puntato, Astrazeneca e Johnson. In Inghilterra hanno fatto 35 milioni di vaccini: sono stati pragmatici».
Joe Biden, presidente Usa, ha preferito fermare le somministrazioni di Johnson.
«Se lo possono permettere, hanno 3-400 milioni di altre dosi. La decisione americana ha finito per mettere in difficoltà un’Europa che si è mostrata debole, invece di tranquillizzare e andare avanti col programma».

Sì ma gli effetti collaterali…
«Dobbiamo guardare al risultato finale: non avere più morti e ricoveri gravi da Coronavirus. Sarà possibile immunizzando il 75-80% della popolazione. I vaccini sono al 100% efficaci sull’evento morte. Non mi importa se poi qualcuno risulterà positivo e avrà il raffreddore. Il farmaco ideale, senza effetti collaterali, non esiste: vogliamo parlare dell’Aulin e delle persone che muoiono per ulcera gastrica, o dell’epatite acuta da tachipirina, o ancora a quello che possono causare antibiotici, antitumorali, antiepilettici?».
È che di questi tempi non si capisce più nulla.
«Le istituzioni non danno risposte ai cittadini. Nessuno spiega, ci mette la faccia. Potevano istituire un numero verde, spiegare le cose sui social. Non si prendono responsabilità, lasciano che a parlare siano Bassetti, Burioni, Galli. Così finisce che ho la polizia sotto casa».

Dicono che lei sia troppo in televisione e sui social: 118.000 follower su Instagram.
«Preferite che a parlare di Coronavirus siano Paolo Brosio e Simona Ventura? Un terzo della mia attività deve essere dedicato a informare il pubblico: nel 90% dei casi l’ho fatto sottraendo il tempo alla mia famiglia. Se sostengo sciocchezze, che qualcuno mi sbugiardi e prenda il mio posto. Ma se le critiche arrivano solo per invidia, mi arrabbio».
Però qualche affermazione fatta alla televisione, poi se l’è rimangiata?
«Nel febbraio dell’anno scorso avevo detto cose sulla base dei dati della Cina. Quando ho visto i nostri pazienti, ho capito: sono stato sempre realista. In estate avrei dovuto dire in maniera diversa che le cose miglioravano. In questi giorni impossibili non c’è chi ha fatto le cose giuste, ma chi ha fatto meno errori».

Tipo: quando ha fatto da sponsor all’albergo di sua moglie.
«Se tornassi indietro, non lo farei più. All’inizio non è stato facile gestire la visibilità, potevo evitarlo. Sono state ingiuste e mi hanno fatto male le accuse di Ferruccio Sansa, che ha fatto la sua campagna elettorale attaccando il sottoscritto. La storia della foto con la cravatta regalata da Ghiglino: mi voleva far passare per un ‘modello di un negozio di abbigliamento’. Ma Ghiglino vendeva mascherine e destinava il ricavato al San Martino, ha donato 10.000 euro. E sono fiero di quel mio gesto».
Un giudizio sul presidente della Regione, Giovanni Toti.
«Sta gestendo bene l’emergenza: non ha fatto politica, ha ascoltato i professionisti del settore  e lavorato con loro. La Liguria è quella che ha fatto meglio sulle 3 le ondate, nonostante il più alto numero di anziani. Ci sono state delle intuizioni come i monoclonali, le prime farmacie a fare i vaccini, l’equilibrio tra pubblico e privato con un hub eccezionale. E poi tutte le Asl erano sullo stesso piano, con San Martino come riferimento».

Ma è vero che un giorno potrebbe entrare in politica?
«Potrei accettare, se un giorno me lo chiedessero: ma non in un partito. Voglio restare un tecnico, anche se di una determinata area: sono liberale da sempre».

Arriveranno tempi migliori per tutti?
«Presto. Grazie anche a questa coda di inverno, che sta per finire. Col caldo si riapriranno i finestrini dei bus, e le finestre delle case, della scuola: l’aria tornerà a circolare. All’aperto il contagio è quasi zero: e allora permettiamo a ristoranti e bar di sfruttare i tavolini fuori, accogliamo una parte di pubblico negli stadi, nei teatri, nei cinema all’aperto. Siamo stati coraggiosi a chiudere, dobbiamo avere il coraggio di riaprire».
 

Fonte: Repubblica

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