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131010465 b8f35522 6a6b 4dbf 8d88 2e9f110dd9f2 - L'invettiva di J-ax contro i no vax: "Fenomeno sottovalutato, la politica gli liscia il pelo in cerca di consensi"

Anche se è in treno da Roma e la linea è a rischio di cadere, J-Ax h una gran voglia di parlare. È furibondo e forse anche un po’ avvilito per le minacce via social che ha ricevuto da no vax e che ha denunciato in un video su Instagram. “Preoccupato però no, ho la gente che mi sostiene, che mi incita quando mi vede per strada. Ho fatto le mie denunce e sono tranquillo, giro e continuerò a girare senza scorta, ci mancherebbe. Certo, poi se mettessimo delle taglie come nel Far West sarebbe meglio. Oh, mi raccomando, precisi che questa frase è un’iperbole, un paradosso, altrimenti mi saltano addosso di nuovo”.

Lei parla spesso per iperbole e paradossi. E forse anche questo è una (piccola) parte del problema: quando a detto che i no vax lei li investirebbe con l’auto forse ha esagerato, benché questo non giustifichi le minacce.

“Infatti avevo detto che li investirei, al condizionale. Certo che era un’iperbole, però ha ragione, devo stare più attento: poi i titolisti puntano su quella frase. Di conseguenza sui social, dove ormai si leggono solo i titoli, parte il casino”.

A proposito di iperboli, lei dice che se le minacce fossero arrivate da terroristi islamici avrebbe subito ricevuto protezione. Così no.

“Ovvio, anche questo è un paradosso. Quel che intendevo è che i no vax sono un fenomeno ancora sottovalutato, invece alcuni di loro si stanno radicalizzando, grazie anche agli algoritmi dei social che ti propongono articoli che non fanno altro che confermarti nelle tue opinioni e dirti che quelle altrui sono false. Alla fine ti radicalizzi. Pensi agli arresti di qualche giorno fa di gente che aveva in casa un mezzo arsenale. La maggior parte di loro sono leoni da tastiera, qualcuno no. Non dimentichiamo quello che è successo al Campidoglio a Washington a inizio anno. Anche lì iniziò con semplici chiacchiere su Internet”.

E perché li si sottovaluta?

“Perché la politica gli liscia il pelo, a caccia di consensi. Soprattutto la destra, ma vedo attenzioni anche in altri schieramenti. Tra l’altro sbagliano perché questa non è gente che sposta voti, al massimo influenza le discussioni sui social. Per cui non si usano frasi chiare, si gira intorno ai concetti. Si resta ambigui. Lo è stato anche Draghi, non dicendo ad esempio che la terza dose sarà indispensabile. Io che non sono a caccia di consensi, dico le cose come stanno. Magari perderò qualche fan, ma preferisco stare con la verità”.

Ovvero?

“Già quando si iniziò a parlare di vaccino ho detto che me ne sarei fatti anche cinque, con tutte le schifezze che ho mangiato e bevuto non sarei morto certo di quello. E poi che è l’unica arma che abbiamo, che magari poi torni positivo, ma in una forma molto più lieve e non muori”.

Lei il Covid l’ha avuto: dice certe cose anche per questo?

“No, alla fine avrei ed esternerei comunque certe opinioni. Cerco sempre di ragionare. Dopodiché certo, l’ho avuto e so quanto male si sta. Che certa gente dica certe cose mi fa rabbia”.

Ecco, allora lei che pensa: bisogna dialogare coi no vax?

“Dipende quali. Con questi che minacciano la gente di morte e che aggrediscono Bassetti sotto casa no. Con chi sposa certe posizioni perché è disorientato e spaventato e segue certa narrazione delle cose ci si può provare. Capisco se qualcuno si sente spaesato, ma questo non giustifica il negazionismo”.

Cosa proverebbe a dire a questi?

“Che dobbiamo fidarci degli esperti. Se io vado al ristorante mi fido del cuoco e penso che non mi faccia la pipì nella minestra, ma che dia il meglio che può darmi”

Delle cose che hanno scritto contro di lei, c’è qualcuna che l’ha colpita?

“Se intende spaventato davvero no. Mi ha fatto ridere questo scambio di frasi. Uno dice di avermi visto per strada due volte e se mi avesse visto la terza mi avrebbe picchiato. E un altro risponde: “Sì, dai, picchialo, che mi sta sulle palle da tempo”.

Fonte: Repubblica

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